Salute|12 novembre 2011 13:06

Cos’è il diabete?

Il diabete mellito (di solito chiamato semplicemente diabete) è una condizione patologica caratterizzata da un difetto nella capacità di metabolizzare i carboidrati, a causa dell’insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas.

Negli ultimi decenni, è stato registrare un notevole incremento di malati di diabete soprattutto nei paesi industrializzati, aumento che sembra essere legato alla crescita del benessere e allo stile di vita, tanto che è considerato tra le malattie croniche e metaboliche più frequenti. Nel 1985 i malati di diabete in tutto il mondo erano 30 milioni; 135 milioni nel 1995, circa 177 milioni nel 2001, 350 milioni nel 2010, con una proiezione che per il 2030 raggiungerebbe quota 700 milioni. Solo in Italia nel 2030 i malati di diabete saranno 5 milioni 400 mila.

Ma cos’è il diabete?
I carboidrati, come lo zucchero e l’amido, rappresentano per l’organismo una delle principali fonti di energia. Una volta ingeriti col cibo vengono scomposti dagli enzimi dell’apparato digerente in zuccheri semplici. Il loro assorbimento produce un innalzamento del livello di glucosio nel sangue; tale aumento stimola talune cellule del pancreas, le isole di Langerhans, a immettere nel sangue l’insulina, l’ormone che ne favorisce l’ingresso nelle cellule e il suo utilizzo come carburante.

Le isole di Langerhans sono deputate alla produzione di due diversi ormoni: l’insulina appunto e il glucagone. Entrambi influiscono sul livello di glucosio nel sangue: l’insulina serve ad abbassarlo, il glucagone ad aumentarlo. In condizioni normali, i valori della glicemia si aggirano intorno ai 70/100mg per 100 ml di sangue.
Nel diabete il cattivo funzionamento del pancreas comporta una mancanza di insulina che rende impossibile l’impiego di glucosio che genera, da un lato, il suo accumulo nel sangue (iperglicemia) e, dall’altro, la sua eliminazione attraverso le urine (glicosuria).

Di diabete se ne distinguono due forme: il diabete mellito insulino-dipendente (o di tipo I) e il diabete mellito non insulino-dipendente (o di tipo II).
Il diabete mellito tipo I si manifesta in maniera brusca con un rapido dimagrimento, emissione di grandi quantità di urina, sete intensa e marcata astenia (diminuzione della forza muscolare). A questi sintomi che sono causati dalla mancanza di insulina, possono associarsi spesso infezioni delle vie urinarie e dei genitali. Nei casi più gravi per fronteggiare alla mancanza di glucosio, l’organismo ricorre agli acidi grassi. In questo caso però vengono prodotte alcune sostanze, dette corpi chetonici, che provocano un aumento dannoso dell’acidità del sangue.

L’incidenza del diabete mellito tipo I è inferiore a quella di tipo II, ma è ampiamente studiato perché rappresenta un modello di malattia da autoaggressione dell’organismo: è lo stesso sistema immunitario, infatti, che provoca un attacco distruttivo verso le cellule pancreatiche delle isole di Langerhans che producono l’insulina. La malattia diabetica può avere inizio a seguito di una infezione virale in soggetti geneticamente “suscettibili”. Molti dei comuni virus ambientali, come quello della parotite e della rosalia, e altri meno noti, provocherebbero infatti un danno sulle cellule delle isole pancreatiche. In seguito a ciò, il sistema immunitario identifica come estranee tali cellule danneggiate e le bersaglia con gli anticorpi per distruggerle.

Il diabete mellito di tipo II presenta, invece, una sintomatologia molto più sfumata e colpisce generalmente persone ultraquarantenni, obesi, forti mangiatori. La diagnosi è spesso causale, in seguito a esami ematochimici di controllo o per l’insorgenza di sintomi caratteristici, come il prurito genitale o infezioni recidivanti. Questo tipo di diabete rappresenta circa il 90% dei casi della malattia nei paesi industrializzati.

Il diabete può essere, inoltre, di tipo gestazionale o di tipo insipido.
Quello di tipo gestazionale si manifesta durante la gravidanza e se non viene identificato e trattato può causare problemi gravi sia alla madre che al feto. Sono maggiormente a rischio le donne in sovrappeso e con un parente di primo grado affetto da questa patologia.
Quello di tipo insipido, invece, è poco frequente ed è dovuto alla mancata produzione da parte dell’ipofisi dell’ormone antidiuretico. E’ caratterizzato dall’escrezione di grosse quantità di urina e da un aumento della sete, con conseguente abbondante consumo di acqua, anche oltre tre litri al giorno.

Per diagnosticare il diabete può bastare il riscontro con gli esami di laboratorio di una glicemia a digiuno ripetutamente uguale o superiore a 140 mg/dl o di una glicemia ripetutamente pari o superiore a 200mg/dl in qualsiasi altro momento della giornata. C’è da dire però che in alcuni soggetti con ridotta tolleranza al glucosio è indispensabile l’esecuzione della curva da carico di glucosio.

Letture Interessanti:
- Articolo sul Primo test dell’insulina (Almanacco)

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4 Commenti

  • Vi adoro per il semplice fatto che dovevo fare una ricerca su celiachia e diabete, e qua cìera tutto!!!!! yeeeee
    grazie grazie grazie.
    continuate così, che continuo a prendere 9! ;)

  • stupido correttore… non cìera ! ma c’era ahahah

    • sulla tastiera l’apostrofo è vicino alla ì, errore di battitura… stupido correttore…
      non è semplice capire bene il diabate mellito, quando è patologia o solo iperglicemia per aver mangiato troppo… non per niente le analisi si fanno a digiuno…
      grazie comunque…

  • bravi

Commenti

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