Attualità|1 dicembre 2011 17:02

Giornata mondiale contro l’AIDS

Oggi, 1° dicembre, è la Giornata mondiale della lotta contro l’Aids, istituita nel 1988 dopo il summit mondiale dei Ministri della Sanità sui programmi per la prevenzione dell’AIDS, il cui virus ha ucciso oltre 30 milioni di persone negli ultimi tre decenni.

In tutto il mondo, alla fine del 2010, l’Unaids (il programma delle Nazioni Unite per lotta contro Hiv/Aids) stimava che 34 milioni di persone vivevano con questa malattia. Grazie però all’efficacia di farmaci salvavita e a terapie antiretrovirali (che agiscono migliorando le condizioni di vita, garantendo così una convivenza più accettabile con la malattia) si è riusciti ad ottenere una vita più lunga e una contrazione dei decessi. Tra il 2001 e il 2009, grazie allo sviluppo della ricerca e all’aumento di dieci volte degli investimenti per la risposta alla pandemia si sono, infatti, raggiunti traguardi importanti.

Lo scorso anno, circa 7 milioni di persone nei paesi a basso e medio reddito hanno avuto accesso alle terapie, il 15% in più di persone rispetto all’anno precedente, e ciò ha determinato nell’ultimo quinquennio la diminuzione del 21% delle morti causate dall’Aids. Ciò anche nei paesi più poveri con un’economia depressa, dove il numero di nuove infezioni contratte è diminuito del 21% rispetto all’anno 1997 (annoverato come l’anno dello scoppio dell’epidemia), così come i decessi per Aids sono diminuiti del 21% dal 2005.

Sempre nel 2010 si sono registrati 2,7 milioni nuove infezioni da HIV, tra cui circa 390.000 tra i bambini, il 15% in meno rispetto al 2001 e il 21% in meno rispetto al 1997. Il numero di persone infettate con l’HIV perciò continua a diminuire e in alcuni paesi più rapidamente che in altri: l’incidenza è caduta in 33 paesi, 22 dei quali nell’Africa sub-sahariana, la regione più colpita dalla malattia. In sintesi, si registra un calo delle morti per Aids del 22% in cinque anni e una riduzione del 15% dei nuovi contagi negli ultimi dieci anni (scesi a 2,7 milioni nel 2010 contro i 3,1 milioni del 2001), risultati degli investimenti in prevenzione e maggiore accesso alle cure.

In Italia ci sono 165 mila malati di Aids, 3.000 nuovi casi ogni anno. La maggior parte delle nuove infezioni è riconducibile a rapporti eterosessuali non protetti (l’80,7% dei casi), mentre l’età media delle vittime oscilla tra i 39 anni per gli uomini e i 35 anni per le donne.

Un sieropositivo su 4 non sa di esserlo e lo scopre solo nella fase avanzata della malattia, quando ormai è troppo tardi per intervenire. Il Ministero della Salute ha per questo dedicato il messaggio di quest’anno alla diagnosi sposando lo slogan: ”Non abbassare la guardia, fai il test”. Un messaggio che però ha sollevato qualche polemica fra le associazioni che puntano soprattutto a prevenire il contagio, indicando il condom come un strumento utile.

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