L’acqua, dopo l’ossigeno, è la sostanza più importante per la salute umana perché è indispensabile per lo svolgimento di tutti i processi fisiologici e le reazioni biochimiche che avvengono nel nostro corpo. E’ parte essenziale in molti esseri viventi nei quali, grazie a particolari meccanismi di controllo, quali la sete, viene mantenuta a livelli costanti.
Il nostro organismo è formato principalmente da questa sostanza, pari al 60-70% del peso corporeo! Questa percentuale inizia a decrescere in modo irreversibile con il passare degli anni. Approssimativamente il 75% dei muscoli e degli organi interni e il 10% del tessuto adiposo sono costituiti da acqua. Lo stesso scheletro ne è costituito per oltre il 30%. Il 66% del totale dell’acqua presente nel nostro organismo è localizzato all’interno delle cellule e ne determina il volume e il turgore; il 6-7% è presente nel plasma, il 2% nella linfa e il 23-25% è acqua extracellulare, localizzata negli spazi esistenti tra le cellule.
L’acqua interviene in tutte le reazioni metaboliche delle cellule ed è il principale mezzo di trasporto delle sostanze all’interno del corpo. E’ inoltre un solvente per sostanze a basso peso molecolare e partecipa attivamente alla termoregolazione. Infine è il principale elemento all’interno dei liquidi organici, quali il sangue, delle secrezioni, quali saliva e bile, e delle escrezioni.
Il nostro organismo perde acqua attraverso la traspirazione, la sudorazione, le urine, le feci, la respirazione, ma la reintegra attraverso lo stimolo della sete, segnale proveniente direttamente dal cervello e determinato dalla disidratazione delle cellule nervose. Quando la quantità di liquidi corporei diminuisce oltre una certa soglia, infatti, il centro della sete che si trova proprio nel cervello viene attivato stimolando il soggetto a bere per ripristinare i liquidi mancanti.
Altri fattori che contribuiscono ad aumentare la sensazione di sete sono la secchezza della bocca e la diminuzione del volume del sangue. Per contro, la distensione dello stomaco provoca un minore desiderio di bere.
La quantità di acqua da consumare al giorno è compresa tra 1,2 litri (6 bicchieri circa da acqua) e 2 litri (10 bicchieri da acqua). Il consumo medio può essere ottenuto consumando un bicchiere di acqua a colazione, due bicchieri di acqua a pranzo, due bicchieri di acqua a cena e mezzo litro di acqua lontano dai pasti. Il consumo di acqua tuttavia aumenta se si svolge attività fisica e in tutte le occasioni in cui si ha un incremento della sudorazione (stati febbrili e climi molto caldi), in caso di diarrea o vomito, durante la gravidanza e l’allattamento, in alta quota.
E’ preferibile bere, a piccoli sorsi e in più riprese, acqua a temperatura ambiente in modo che sia il più simile possibile alla temperatura corporea, per evitare eventuali congestioni.
Il nostro organismo recupera l’acqua anche dai cibi solidi che la contengono in quantità estremamente variabile: frutta, ortaggi, verdura e latte ne sono costituiti per oltre l’85%; carne, pesce, uova, formaggi freschi ne contengono il 50-80%; pane e pizza sono costituiti per il 20-40% da acqua; pasta e riso cotti ne contengono il 60-65%. Infine, biscotti, fette biscottate, grissini e frutta secca ne contengono meno del 10%. Pochissimi alimenti (olio, zucchero) sono caratterizzati dalla pressoché totale assenza di acqua.
Volendo sfatare alcune credenze che ancora resistono bisogna sottolineare che non è vero che l’acqua va bevuta al di fuori dei pasti. Al limite, se si eccede nella quantità, si allungheranno i tempi della digestione a causa della diluizione dei succhi gastrici. Un’adeguata quantità di acqua, pari a circa due bicchieri, è utile per favorire i processi digestivi, perché migliora la consistenza degli alimenti ingeriti.
È falsa anche la convinzione che occorre preferire le acque oligominerali rispetto a quelle maggiormente mineralizzate per combattere la cellulite o mantenere la linea. I sali contenuti nell’acqua favoriscono l’eliminazione di quelli contenuti in eccesso nell’organismo. Nei bambini, in particolare, sarebbe bene non utilizzare le acque oligominerali in modo esclusivo, ma bisognerebbe alternarle con quelle più ricche di minerali, in quanto una diuresi eccessiva può impoverire di sali minerali un organismo in crescita.
Inoltre né l’acqua naturalmente gassata né quella addizionata con gas (normalmente anidride carbonica) creano problemi alla salute. Solo quando la quantità di gas è molto elevata si possono avere lievi problemi in individui che già soffrano di disturbi gastrici e/o intestinali.
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