Salute|22 maggio 2012 11:11

La Metodica Lionese: riabilitazione della spalla

La metodica lionese è una tecnica riabilitativa molto efficace nel trattamento delle patologie ortopediche della spalla. Spesso tali patologie vengono classificate con una diagnosi “generica” di periartrite scapolo-omerale.

La metodica lionese è fondata sull’Earlier Passive Motion e sul recupero prioritario dell’elevazione anteriore passiva nel piano scapolare sia nel trattamento in palestra che in piscina.

Gli studi effettuati dal 1985 ad oggi dall’equipe del dottor Gilles Walch, (chirurgo ortopedico), del dottor Jean Pierre Liotard (medico fisiatra) e del centro Interdipartimentale di Hauteville in particolare modo nella persona di Annick Padey (terapista della riabilitazione) hanno mostrato risultati straordinari ottenuti grazie alla combinazione del lavoro in piscina con quello in sala, consentendo di superare tutte le difficoltà che si possono incontrare nei primi giorni post-operatori o in caso di spalle dolorose e rigide. Tale metodica è stata condivisa in pieno in Italia dal Prof. Raffaele Russo chirurgo ortopedico di fama internazionale e dalla fisiatra dottoressa Alessandra Foglia ancora oggi riferimenti di punta.

Le sedute di idrokinesiterapia in acqua calda a 34/35°C rivestono un importante ruolo terapeutico in caso di spalle dolorose e rigide, purché siano sempre osservati i principi fondamentali della rieducazione:

  • il non dolore;
  • il rispetto dei movimenti richiesti;
  • il rispetto delle pause e del ritmo nell’esecuzione degli esercizi.

Le sedute possono essere svolte quotidianamente oppure a giorni alterni secondo indicazione del medico specialista, con cui è necessaria una stretta collaborazione, in quanto il lavoro di equipe è indispensabile per ottenere risultati ottimali. I movimenti dovranno essere necessariamente lenti e mai effettuati contro resistenza, affinché la spinta idrostatica possa agire da vero sostegno rendendo quasi nullo il lavoro muscolare ed assicurando in tal modo un effetto antalgico volto al recupero della mobilità articolare e al cosiddetto “risveglio muscolare”. Gli esercizi vengono selezionati dal riabilitatore in base ai casi clinici ed indicati al paziente attraverso un protocollo individuale personalizzato. Le pause di recupero tra i vari esercizi rivestono un ruolo fondamentale per ottenere un totale relax, obiettivo primario per un trattamento ideale.

Gli esercizi in posizione ortostatica sono:

  • l’elevazione anteriore nel piano scapolare;
  • le bracciate semplici davanti al corpo tipo “rana”;
  • la flesso – estensione degli arti superiore tipo “marcia”;
  • la rotazione esterna tipo “preghiera” in ER1: i gomiti sono piegati ad angolo retto, ma mai attaccati al corpo. Il paziente parte con le due mani unite per poi allontanarle una dall’altra in modo simmetrico, mantiene questa posizione per alcuni secondi per poi tornare alla posizione di partenza. Questo movimento è preferito in piscina per la sua semplicità, i gomiti sono fluttuanti e non ci sono tensioni sul bicipite, soprattutto nei casi post-operatori;
  • la rotazione interna mano-dorso: movimento alternato dove la mano cerca di toccare la spalla opposta mentre quella controlaterale cerca di raggiungere la natica per poi risalire al sacro fino a dove riesce ad arrivare sul tratto lombare, nei casi post-operatori questo tipo di esercizio è ritardato per evitare stress eccessivi;
  • la rotazione esterna tipo “siesta” in ER2: le mani congiunte, con le dita incrociate vengono portate dietro la testa.

Gli esercizi in clinostatismo (svolti in cintura con l’ausilio di una maschera e di un boccaglio) sono:

  • l’elevazione anteriore nel piano scapolare;
  • le bracciate semplici davanti al corpo tipo “rana”;
  • la flesso – estensione degli arti superiore tipo “marcia”.

Il recupero dell’elevazione può essere effettuato anche in immersione, dove il paziente dotato di una cintura piombata di 6-8 kg deve sdraiarsi sul fondo della piscina ad una profondità di circa 1-1,30 m. L’esercizio consiste nel chiedere al paziente di automobilizzarsi, avendo le mani unite con le dita intrecciate, con un tempo in apnea di circa 15-20 secondi. Questo tipo di esercizio è particolarmente indicato per le spalle fragili e sensibili, poiché il braccio evolve in assenza di peso totale; in queste condizioni la spinta di Archimede favorisce l’elevazione delle mani in verticale ma soprattutto ne rallenta la loro discesa all’indietro.

L’elevazione anteriore nel piano scapolare costituisce il movimento più importante e può essere cominciato sin dalle prime sedute grazie all’utilizzo di una cintura leggermente elastica, agganciata al corrimano, che indossata dal paziente è posizionata al livello del bacino, permettendo la disposizione del corpo in posizione obliqua o orizzontale sulla superficie dell’acqua. L’orizzontalizzazione del corpo in cintura è molto importante e va ricercata pian piano durante il percorso riabilitativo, perché regola i progressi in elevazione anteriore del braccio fino a raggiungere i 180°. L’utilizzo di un cerotto idrorepellente, applicato sulle vie di accesso all’intervento chirurgico, rendono possibile il trattamento in acqua già dopo 4/5 giorni dall’operazione.

Come ha insegnato Neer e come descrisse già Saha nel 1950, l’obiettivo primario per il paziente è il raggiungimento della “zero posizione” ovvero l’elevazione anteriore della spalla a 150 ° nel piano scapolare, che corrisponde al piano intermedio tra quello sagittale e coronale; infatti i vantaggi ottenuti in tale posizione sono molteplici:

  • i tendini della cuffia dei rotatori sono detesi, ed il capo lungo del bicipite è ben stabilizzato nella sua doccia
  • l’apparato capsulo-legamentoso è deteso
  • buona stabilità articolare: l’omero riposa sulla glena
  • i muscoli abbassatori della testa omerale esercitano una tensione stabilizzatrice ottimale
  • la grane tuberosità dell’omero passa al di sotto della volta acromion-coracoidea, senza creare conflitto
  • si ha il recupero spontaneo delle rotazioni, facendo comprendere in pieno il Paradosso di Codman

Le patologie della spalla che possono essere trattate in piscina riabilitativa sono le seguenti:

  • tendinopatie;
  • lesione della cuffia dei rotatori;
  • capsulite adesiva;
  • spalla rigida e/o dolorosa;
  • protesi;
  • osteosintesi;
  • fratture;
  • calcificazioni;
  • protesi inversa;
  • borsiti;
  • instabilità gleno-omerali;
  • impingement (sindrome da conflitto);
  • lussazioni e sub-lussazioni.

L’idrokinesiterapia è indicata sia per un trattamento conservativo che chirurgico, in quest’ultimo caso sia nella fase pre-operatoria che in quella post-operatoria. Il lavoro “a secco” invece prevede la mobilizzazione passiva con il fisioterapista, l’auto-rieducazione pluriquotidiana, e qualora possibile gli esercizi di allungamento in posizione assisa (stretching). Per un risultato ottimale è consigliabile trattare, prima di ogni seduta fisioterapica, il tratto cervicale con un massaggio decontratturante ed una leggera mobilizzazione e con esercizi di decoaptazione della testa omerale, grazie all’ausilio di un piccolo pesetto.

Autore: Walter Durante
Dottore in Fisioterapia. Responsabile dell’Idrokinesiterapia per la riabilitazione della spalla attraverso la metodica lionese presso il centro Ipar di Napoli. Relatore del corso organizzato dal Progetto Ippocrate di Napoli de “La riabilitazione della spalla” riconosciuto dal Ministero della Sanità (33 crediti formativi ECM). Fisioterapista della squadra di pallanuoto di serie A1 “Acquachiara Napoli”.
Indirizzo email: walterdurante@alice.it; Cellulare: 347-9076237
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80 Commenti

  • l’ho seguita su consiglio del mio medico sia in fase pre-operatoria che in quella post-operatoria, riscontrandone grandi benefici – grazie.

  • Una grande professionalità unita alla passione per il proprio lavoro. Complimenti dott. Durante

  • Articolo molto interessante

  • Ne ho sentito parlare dal mio ortopedico in ospedale è MI HA MOLTO INCURIOSITO TANTO DA VOLER SAPERE I TEMPI DI RECUPERO PER UN PAZIENTE OPERATO DI PROTESI INVERSA MA SOPRATTUTTO QUANDO SI POTEVA INIZIARE IL TRATTAMENTO FISIOTERAPICO SIA IN ACQUA CHE IN PALESTRA?

    • solitamente gli interventi di protesi inversa consentono un ottimo recupero funzionale dell’articolarità della spalla nonostante una perdita parziale dell’elevazione sul piano scapolare.
      La fisioterapia è consigliabile introdurla da subito salvaguardando sempre le vie di accesso all’intervento e le strutture interessate,quindi laddove possibile utilizzare un cerotto idrorepellente per accelerare la terapia in acqua.

  • Complimenti al Dr. Durante.
    Ho apprezzato sempre la Sua professionalità nel ribadire l’ importanza della temperatura dell’ acqua per il trattamento del metodo lionese.
    Articolo ben scritto.

  • dopo un intervento chirurgico di instabilità ,quando è possibile riprendere l’attività sportiva?

    • Dopo un intervento chirurgico, la ripresa dell’attività sportiva è consigliata dopo almeno 6 mesi dall’operazione, così come suggerito dalle linee guida proposte a Lecce dall’ultimo congresso SICSeG (Società Italiana di Chirurgia della Spalla e del Gomito)

      • Dipende anche dalla tecnica chirurgica utilizzata. E’ noto che la tecnica di Latarjet Patte permette una più rapida ripresa dell’attività’ sportiva . Con un buon programma di esercizi muscolari e propriocettivi il
        chirurgo può’ concedere la ripresa sportiva, anche agonistica a 4 mesi dall’intervento

  • ho fatto una ricerca per trovare l’indirizzo del centro presso il quale opera, VIA PADULA 95 a Napoli. Sono di Napoli ma per motivi di lavoro sono spesso fuori Napoli e mi risulterebbe complicato raggiungere questa zona, volevo capire se c’è la possibilità (da settembre) di effettuare tale terapia privatamente, presso una piscina privata che si trova vicino al mio ufficio.

    • L’indirizzo del centro Ipar è : via Canonico Scherillo n° 8 80126 soccavo.
      Affinché sia possibile effettuare il trattamento riabilitativo la piscina deve avere una temperatura compresa tra i 34/35 gradi (fondamentale per la metodica lionese), un parametro molto difficile da riscontrare per l’elevato costo di gestione dell’impianto. Inoltre è molto importante la continuità delle sedute, che deve essere almeno di tre accessi settimanali fino ad un massimo di cinque.

      • Questa e’ la norma consigliata ma se non fosse possibile anche una piscina meno calda risulterebbe utile cmq, ho avuto molti pazienti che si sono autoriabilitati benissimo seguendo i pochi e precisi criteri della livornese anche in contesti e frequenze ben diversi , e poi la lionese none’ . . vangelo. Lo dice chi ha applicato la llionese con 457 pazienti instabili in 10 anni e ha cominciato proprio all ‘Ipar

  • interessante molto utile. però vorrei qualche informazione . a febbraio ho rotto l omero con lussazione .operato al 13 febbraio mettendomi la protesi .tutto tranquillo xrò x 4 mesi non sono più riuscito a dormire dal male ora finalmente riesco a farlo però dopo 50 sedute .si ho recuperato un po ma come cerco di allungare il braccio (esempio prendere il biglietto dell autostrada )non riesco ancora dopo sette mesi il braccio riesco ad alzarlo fino all altezza degl occhi .tra 2 mesi devo fare ancora una visita dal professore che mi ha operato.e vorrei sapere se riuscirò a migliorare un altro po .e poi il male che sento certe volte finirà ?dopo un po di mesi .ringrazio tante belle cose a tutti b. giornata

    • Dagli elementi forniti non è certamente possibile fare una valutazione dettagliata, in quanto tutti i punti di domanda andrebbero notevolmente approfonditi (anamnesi, diagnostica per immagine, referto medico dello specialista, terapia che ha praticato, visite di controllo post-operatorie, lavoro di equipe chirurgo-fisioterapista ).
      Premesso ciò, posso dirle (anche se in ritardo) che il primo obiettivo della riabilitazione, cioè l’eliminazione del dolore notturno l’ho ha finalmente acquisito , invece a quanto pare persiste una considerevole limitazione sia nell’elevazione sul piano scapolare(braccio all’altezza degli occhi quindi circa 100/110 gradi) e sia nell’abduzione ( tagliando autostradale) e questo deve essere assolutamente rivisto poiché la protesi può determinare una perdita parziale del range articolare ma sono sempre garantiti i 140/150 gradi ( quelli definiti FUNZIONALI per la spalla).
      Deve sicuramente continuare il trattamento fisioterapico magari, qualora sia passato molto tempo dall’ultimo controllo, anticipi il consulto con lo specialista che la sta seguendo.

      • 7 mesi dall ‘ intervento con dolore anche per una protesi su frattura lussazione sembrano un Po’ troppi. Nell’attesa che il chirurgo valuti forse potrebbe essere utile sperimentare la risposta del riposo. Ovvero non fare nemmeno riabilitazione, cioè non muovere la glenoomerale x una settimana . Se il dolore diminuisce E’ lecito pensare che il movimento stesso ne è la causa quindi il ft non può essere d’aiuto.

  • Complimenti per la chiarezza dott. Durante … si sa che il web ci salva spesso da tanti dubbi che nella vita reale sono difficili da dissipare.

    Paura per il momento che si vive e vivrà … “reverenza” per il prof., al quale non si vuole far ripetere mille volte cosa accadrà ora alla ns spalla … sono alcuni dei pensieri che passano per la mente di noi che ci accingiamo a fare scelte importanti …

    … ma la cosa più importante lei qui non l’ha riportata …

    Dopo questa interessante lettura mi son domandato, essendo di Napoli, perché non incontrarla?
    e cosi ho fatto.
    Quello che voglio riportare qui è ciò che la sua professionalità mi ha palesato, ovvero una estrema competenza … che in un professionista vorrei sempre dare per scontata … ma così non è … ed una grande umanità e gioia di vivere, che in un momento cosi delicato per chi la incontra… è una panacea impagabile.

    Un professionista non è colui che professa conoscenza con mille spiegazioni che ad un profano possono solo far confusione … è colui che anche con un silenzio palesa la comprensione per le gelosie che la vita gli riserva.

  • Gent.le dott.Durante
    Ho da poco subito un intervento con laterjet-patte e in seduta di dimissioni mi hanno prescritto questa tecnica riabilitativa scrivendo in maniera generica “cicli”, in termini di sedute o tempo cosa significa ? Andrò ad informarmi nei prossimi giorni ma volevo anche un suo parere
    Grazie mille

  • GENT.DOTT,DURANTE MIA MOGLIE AFFETTA DA PERIARTRITE SCAPOLA OMERALE,(CAPSULITE)
    DIAGNOSTICATA CON VISITE MEDICHE AL PELLEGRINI E INDAGINI RM,TC,RX DELLA SPALLA SX
    HANNO CONSIGLIATO RIABILITAZIONE CON METODO LIONESE,MA DA SETTEMBRE 2012 AD OGGI PRATICANDO 3 SEDUTE A SETTIMANA,NON MIGLIORA,CI SONO ALTERNATIVE E QUANTO TEMPO BISOGNA ASPETTARE PER RISULTATI POSITIVI? PER MOTIVI LOGISTICI LA TERAPIA VIENE EFFETTUATA PRESSO LA CLINICA DEI FIORI,LE SAREI GRATO PER UN EVENTUALE SUO PENSIERO IN MERITO.GRAZIE

  • Un ciclo solitamente è riferito a dieci sedute di fisioterapia ecco perché spesso si parla di due o più cicli, anche se alcune volte il medico prescrittore indica la durata del trattamento in ordine di mesi di riabilitazione con la relativa frequenza settimanale.

    • ho chiamato l’ipar per avere info sugli orari, ma l’ultima seduta è alle 17, mi risulta difficile così presto…mi sa indicare un altro centro che magari ha delle sedute dalle 18 in poi?

      grazie mille

      • Purtroppo non posso aiutarla poichè non conosco nessun centro che effettua il trattamento di idrokinesiterapia dopo l’orario da lei richiesto

  • Salve dottore, sono circa sei mesi che sono afflitto da un risentimento alla spalla destra. Al principio la sensazione dolorosa non era sufficientemente intensa da impedirmi la funzionalità dell’arto, tanto che in estate ho potuto svolgere l’attività natatoria in maniera quasi normale, ma con il passare del tempo il risentimento è aumentato fino a rendere regressiva la mia capacità motoria a meno di provocare un fastidioso ed acuto dolore ne tentativo di contrastare tale inibizione.
    Dietro mia richiesta il medico di base ha acconsentito a farmi fare un’ecografia muscolotendinea da cui si è evinta un ispessimento flogistico del tendine del capo lungo, del muscolo bicipite brachiale, ed un aspetto edematoso del tendine del muscolo sovraspinoso ispessito da flogosi in atto.
    Non mi è stata prescritta alcuna terapia e credo che solo dietro pressione mi verrà prescritta una visita specialistica.
    Poichè non ritengo giusto rischiare una cronicizzazione della mia patologia causata dalla superficialità e scriteriata approssimazione di questo medico di base, che non aveva ritenuto, in autonomia, di prendere in considerazione il mio problema e che continua a temporeggiare senza affrontare il problema, Le chiedo presso quale struttura recarmi per gli esami del caso e le conseguenti terapie.
    Grazie, Giuseppe Sebillo.

    • La situazione deve necessariamente essere approfondita poichè il dolore è il primo campanello d’allarme di tutte le patologie di spalla ( tenendo che conto che sono circa sei mesi è davvero tantissimo), purtroppo molto spesso accade che il paziente lo sottovaluta con la grave conseguenza di una graduale perdita del range articolare. (proprio come sembra sia successo a lei).
      Prima di iniziare la girandola di esami diagnostici e svariate terapia farmacologiche e fisioterapiche( molto spesso inutili) le consiglio vivamente di rivolgersi immediatamente ad un ortopedico specialista “di spalla” che le saprà indicare certamente la soluzione migliore per il suo tipo di problematica.
      Per quanto riguarda la struttura ospedaliera presso cui rivolgersi, direi senza ombra di dubbio quella dell’ospedale dei Pellegrini diretto proprio dal prof. Raffaele Russo con tutti i suoi collaboratori.

  • Salve Dr, le scrivo per un dubbio che mi sta assalendo. Io sono stato operato alla spalla dx secondo la tecnica Latarjet il 18 dicembre 2012. Ho avuto il tutore fino a domenica, ma dopo la rimozione non sento ancora la spalla molto stabile. Premetto che ho fatto solo 2 sedute di fisioterapia. Spero sia solo una mia paura e colgo l’occasione di ringraziarla per questo bell’articolo e i vari consigli.

    • Due sedute di fisioterapia sono decisamente poche per poter fare delle considerazioni in merito quindi stia sereno ; magari l’unico consiglio che le posso dare è quello di affidarsi completamente all’equipè che la sta seguendo e vedrà che andrà tutto per il verso giusto, bisogna solo avere pazienza ed i risultati arriveranno.

  • sono una giovane fisioterapista da quattro anni diplomata potrebbe darmi indicazioni per imparare la metodica lionese visto che a Napoli lei è uno dei più esperti del settore. In francia dalla Padey rilasciano un brevetto, un diploma oppure posso fare un corso con lei ed essere autorizzata ad usare questa metodica in acqua Grazie Infinite e al piacere di conoscerla Loredana

    • Buongiorno Sig. Loredana
      mio malgrado devo informarla che non viene rilasciato nessun diploma oppure brevetto per applicare la metodica lionese,
      l’unica cosa possibile è l’esperienza, la passione ed il continuo aggiornamento ed il poter collaborare con le persone che l’hanno ideata e messa in pratica da sempre, come appunto Annick Padey e la dottoressa Alessandra Foglia; quindi le posso consigliare di seguire persone “realmente” qualificate , visto che sono molteplici le strutture e purtroppo anche gli stessi fisioterapisti che millantano di praticarla, anche perchè molto spesso tale metodica viene erroneamente definita come un semplice trattamento da effettuarsi in piscina.
      Per quanto riguarda la sua richiesta, le posso solo dire che sia il centro IPAR che io siamo ben lieti di ospitarla per indirizzarla a risolvere la sua problematica nel modo migliore.

  • Grazie infinite per la sua risposta immediata e per le indicazioni ad imparare una metodica senza la presunzione di colleghi che parlano di diploma o brevetti fantasma le posso chiedere delle indicazioni in letteratura come libri o pubblicazioni per approfondire la parte teorico tecnica prima di andare da qualche collega che mostra i pochi esercizi ricchi di una saccenza inaudita…La sua disponibilità per il centro IPAR è unica visto che i fisioterapisti che praticano questa metodica evitano di mostrare il loro modo di lavorare GRAZIE::: GRAZIE GRAZIE Un abbraccio LOredana

    • Dissento da Loredana. A Napoli si fanno corsi e tirocinio sulla metodologia lionese applicata in acqua. Ogni anno ci sono laureandi che vengono a fare la tesi sulla spalla da noi. Nessuno paga niente e io gli do tutto ciò che ho raccolto in questi ultimi 30 anni di lavoro sulla spalla.

  • dottore devo incominciare la fisioterapia metodo lionese per la spalla ma post operazione mi e stato riscontrato un bel ematoma alla spalla e al braccio si incomincia normalmente o si aspetta che sparisca l’ ematoma .

    • Dipende dall’entità dell’ematoma, qualora dovesse essere di dimensioni limitate si potrebbe anche iniziare una cauta rieducazione in acqua e monitorare la reazione al trattamento fisioterapico del versamento ; al contrario se di notevole dimensioni è utile aspettare il graduale riassorbimento velocizzandolo magari con l’applicazione di ghiaccio più volte al giorno.

  • Egr. Dr. Durante,a seguito di incidente stradale occorsomi alla fine di aprile con esiti di frattura in tre parti della testa dell’omero modestamente scomposta gestita con immobilizzazionbe a mezzo fasciatura e,da due giorni,con apposito tutore vorrei sapere,a suo giudizio,tra quanto tempo potrò iniziare la terapia “lionese” e per quanto tempo presso il suo centro ipar. La ringrazio.

    • I tempi per iniziare il trattamento fisioterapico devono essere stabiliti dallo specialista che la sta seguendo , poichè sono molteplici i fattori da tenere in considerazione prima di riabilitare una testa omerale fratturata ( maggiormente se scomposta) ; per quanto riguarda i tempi di recupero è necessaria almeno una valutazione fisioterapica per stabilire da che grado di mobilità articolare partiamo inizialmente, ma certamente i tempi non sono brevissimi.

  • gent.mo dr. Durante
    sono stata operata alla cuffia dei rotatori per lesione al sovraspinoso il 15 gennaio u.s.
    Dopo circa 30 giorni di tutore ho iniziato le sedute di fisioterapia, ma
    mio malgrado ad oggi devo riferire un ancora forte dolore al tendine del CLB e forti contratture dalla base della nuca a tutto il trapezio. sonoveramente disperata, perchè dopo quasi 5 mesi non riesco ancora a dormire e soprattutto a tornare alla mia vita e almio lavoro.
    Potrebbe, cortesemente darmi qualche ragguaglio in merito?

  • Quasi tutte le patologie di spalla interessano indirettamente anche il tratto cervicale della colonna vertebrale; infatti nel trattamento fisioterapico in palestra si predilige praticare un massaggio decontratturante dei muscoli trapezi ( magari preceduto da un’applicazione di raggi infrarossi) ed una lieve mobilizzazione del collo.
    Il dolore al CLB è molto frequente, ecco perchè spesso in sala operatoria si preferisce effettuarne la tenotomia, ma queste sono valutazione che può fare esclusivamente il chirurgo.
    Se dopo cinque mesi persistono queste difficoltà (il dolore notturno ed una funzionalità ridotta) è indispensabile consultare l’equipe (chirurgo-fisiatra-fisioterapista) che la sta seguendo per apportare magari delle modifiche al piano di trattamento, probabilmente è subentrata una complicanza post-operatoria (come la capsulite ad esempio) ed i tempi di recupero saranno sicuramente più lunghi.

    • In effetti, dopo l’ultimo controllo effettuato dal ghirurgo,mi è stata diagnosticata la capsulite anche se non capisco come visto che faccio fisioterapia da 5 mesi.
      Ma quello che mi preoccupa di più è il fatto che il chirurgo mi dice di pazientare, facendo solamente degli esercizi tipo codmann, escludendo quasi del tutto la fisioterapia ( nella quale non crede molto), mentre il fisioterapista non sa più cosa fare, perchè la spalla è sempre molto infiammata e dolente e non permette di forzare per rompoere la capsulite, anche perchè non sopporto questo dolore intenso.
      Continuo a fare tecar e massaggi, ma le contratture sembrano crescere ogni giorno di più.
      Sono veramente stanca di non poter tornare alla normalità della mia vita e del mio lavoro, e vorrei chiederLe se fosse possibile trovare una soluzione al mio caso e soprattutto avere la certezza che tutto torni alla normalità (cioè quanto tempo ancora?).
      Quindi ringraziandola anticipatamente, per la Sua cortesia, mi chiedo se potesse essere utile farmi visitare da Lei per trovare insieme la soluzione.
      Anche se abito in un’altra regione distante da dove Lei lavora, sarei disposta a tutto pur di non soffrire più.

      • Mi sorge strano che una paziente con capsulite post chirurgica parli di “rompere la capsulite “. Cmq dopo 47.000 prestazioni riabilitative di spalla negli ultimi 8 anni, mi sento di tranquillizzare la signora che non ho mai visto una capsulite non guarire, ed in questo periodo abbiamo trattato 425 pazienti con capsulite . Una raccomandazione mi sento in dovere farla: evitare forzature della spalla dolorosa (e non riabilitare la spalla con tecniche dolorose). Ultima ratio ci sarebbe la spalla capsulotomia artroscopica .

      • Capisco in pieno le sue perplessità, ma purtroppo questo accade quando non c’è “collaborazione” tra chirurgo, fisiatra e ovviamente fisioterapista (l’equipè) quindi il paziente va in confusione totale senza sapere quale potrebbe essere la cosa giusta da fare.
        La capsulite è una delle patologie più fastidiose da riabilitare poichè i tempi di recupero sono molto lunghi in quanto i risultati arrivano molto lentamente, il primo obiettivo che deve cercare di raggiungere è la riduzione del dolore fino all’eliminazione completa per poi concentrarsi sul recupero funzionale dell’articolarità. Proprio per questo motivo ritengo che la riabilitazione in acqua con la metodica lionese potrebbe esserle molto utile poichè l’effetto termale le ridurrebbe le contratture ed inoltre la spinta di archimede le consetirebbe una lieve e piacevole mobilizzazione della spalla.
        La terapia strumentale può essere di aiuto , ma è da valutarsi caso per caso, io ritengo però che sia inutile insistere con tecar ad oltranza se non ha ottenuto nessun beneficio, anzi in alcuni è addirittura consigliato il riposo assoluto (ovvero neanche la fisioterapia), evitando al massimo gli stress della spalla. L’applicazione del ghiaccio più volte al giorno sicuramente le allevierà la sintomatologia dolorosa. Anche la terapia farmacologica può essere di supporto così come anche le infiltrazioni di cortisone , di acido ialuronico, oppure solo soluzione fisiologica ,ma questa scelta è a discrezione del medico.
        Non sapendo dove risiede non posso fornirle contatti precisi, ma sono certo che se non direttamente nella sua regione , in quelle limitrofe ci sono persone in grado di risolvere la problematica.

  • Ho 52 anni e dopo una banale caduta(sono inciampata nel tappeto di casa) mi è cominciato un sordo dolore alla spalla. Ogni volta che alzo il braccio per faccende domestiche avverto una fitta da venir meno la forza. Il medico mi ha fatto fare una risonanza ed è risultato “piccola lesione inserzionale del tendine sovraspinoso”. Ho fatto delle tecar senza risultati apprezzabili, qualcuno mi dice che mi dovrei operare qualche altro che ha risolto in piscina con esercizi specifici. Vorrei sapere se questo è vero e dove eventualmente potrei rivolgermi per la fisioterapia più vicino casa mia, io abito a S. Giorgio a Cremano. Grazie per l’attenzione

  • La terapia in acqua è consigliata per un paziente affetto da lesione del sovraspinoso, ma come ho spesso ribadito, spetta sempre al medico dare l’indicazione terapeutica, così come anche la valutazione dell’intervento chirurgico è di competenza dello specialista.
    Qualora fosse necessario l’intervento chirurgico la terapia pre-operatoria in acqua secondo la metodica lionese è molto utile per velocizzare il recupero post-operatorio. Nel caso in cui non è indicato il trattamento chirurgico anche la sola riabilitazione in acqua le darà risultati soddisfacenti e risolutivi dal punto di vista funzionale della spalla nelle attività di vita quotidiana.

  • operata di frattura scomposta pluriframmentaria testa omerale sx, trochite, trochine, lesione cuffia rotatori riparata con ancore,innesto osseo e viti -attendo controllo rx a 30 gg per poi iniziare idrochinesiterapia secondo protocollo lionese. mi sa indicare, dalla sua esperienza, quante sedute ci vorranno visto che inizierò dopo il 15 luglio e ci sarà sicuramente la chiusura del centro per ferie? e poi quando toglierò il tutore?

    • Ha subito un intervento decisamente impegnativo, quindi solo il chirurgo che l’ha operata può sapere con precisione quando può iniziare l’idrokinesiterapia e soprattutto quando rimuovere il tutore; inoltre è impossibile stabilire a priori quante sedute siano necessarie per riprendere la piena funzionalità della spalla ma sicuramente non in tempi brevi . Una cosa è certa invece, purtroppo per lei, che non è il momento migliore poichè avvicinandosi il mese di agosto dove tutte le strutture saranno chiuse per ferie, riuscirà ad effettuare soltanto pochissime sedute.

  • Interrompere l’idrokinesiterapia per la chiusura dei centri non mi sembra una cosa positiva e non conosco l’alternativa. Ne parlerò con il mio prof. per farmi indirizzare ma ringrazio comunque Lei per la sua risposta.

  • In mancanza di un centro con piscina dedicata alla riabilitazione della spalla,si potrebbe usare una qualsiasi struttura con acqua,per esempio una piscina nei luoghi di vacanza. Essendo estate ci si può accontentare per qualche settimana del mare. E se proprio non ci si trova in questa condizione può essere sempre utile una puleggia appropriatamente construita. La semplicità del mezzo e del suo utilizzo è veramente sorprendente in rapporto all’efficacia.

    • La tua semplicità nell’affrontare il recupero della spalla in acqua, che per anni hai esaltato, mi sembra abbastanza diminutivo nei confronti dei supporter della metodica lionese e di quanti hanno fatto un modus vivendi di questa tecnica come mai? È i famosi 34 gradi non servono più?

  • Concordo con il termine “semplicita”. La riabilitazione della spalla è semplice, soprattutto in acqua, perché spontanea e naturale, non ci vuole un master alla Bocconi per accorgersene. Ma non va identificata la metodologia riabilitativa in acqua , idrokinesi, soltanto con la metodologia riabilitativa lionese,, infatti a Hautville il paziente viene trattato prima secco e in autotrattamento e poi 30 minuti anche in acqua. Ho trattato pazienti di spalla per 10 anni solo a secco secondo i principi guida della corrente francese e ho registrato risultati e tempistica sovrapponibili ai casi trattati esclusivamente in acqua. La cosiddetta “lionese” è ottima metodica ma non è la sola verità assoluta. Comunque grazie per questi riscontri e scambio di opinioni, mi aiutano a migliorare.

  • Oggi,sono stato dal Dottor Durante,per un problema,di Capsulite alla spalla SX,e sono certo mi risolvera’,dopo aver perso del tempo (circa 3 mesi) in altre strutture napoletane.

    Publicamente voglio fargli i miei complimenti,per le Sue competenze,ma anche per la sua Grande Umanita’,che si legge dalla Sua espessione,e dal Suo modo di essere.
    La mia considerazione,e’ quella di sapere che le Eccellenze esistono anche qui,nella Nostra citta’.

    Grazie Dottore.
    Carlo

  • ho una diagnosi di rigidità dolorosa della spalla sx con reperto RM: “aspetto tumefatto ed iperintenso del tendine sovraspinoso nel seg. peri-inserzionale pe fenomeni degenerativi; imbibizione edematosa del meccanismo capsulare anteriore con aspetto ispessito del legamento glenoomerale inferiore compatibile, con assenza di traumi distorsivi con diagnosi clinica di capsulite”. L’ortopedico mi ha prescritto 2 mesi di fisioterapia in acqua a 34°. Ho praticato già 10 sedute ma al momento non ho registrato nessun sensibile miglioramento. Anzi alcuni giorni e soprattutto notti il dolore si fa sentire fino al gomito e polso. DOMANDE: quante sedute in linea di massima occorrerano per una guarigione che mi è stata prospettata? in caso di dolore è meglio utilizzare il ghiaccio o il caldo? è consigliabile mettere una scolla per reggere il braccio in alcuni momenti dolorosi? Ringrazio per l’attenzione

  • Se il dolore è aumentato è preferibile ridurre le sedute settimanali o addirittura sospenderle nel caso in cui la situazione peggiori, ma molte volte non è la fisioterapia a scaturire questa dolenzia ma l’uso eccessivo oppure scorretto dell’arto nelle attività di vita quotidiana.
    Il primo beneficio dell’idrokinesiterapia solitamente è sulla sintomatologia dolorosa e dieci sedute sono poche per fare una valutazione, quindi le consiglierei di continuare la terapia per i due mesi così come prescritto dal suo specialista.
    In caso di dolore è preferibile applicare “esclusivamente” del ghiaccio più volte al giorno, il calore inizialmente da una sensazione di benessere, poi infiamma ulteriormente quindi lo eviterei.
    Se il dolore in alcuni momenti è insopportabile potrebbe essere necessaria una scolla per fare riposare il braccio, ma senza eccedere nell’utilizzo.

    • Ottimi consigli, perfettamente in linea con le più recenti acquisizioni in tema di dolore di spalla da rigidità capsulare.

  • Ho avuto dieci giorni fa un intervento alla cuffia dei rotatori alla spalla sinistra. Diagnosi
    Sindrome da conflitto antero-esterno con lesione anter-superiore della cuffia.
    Trattamento
    Riparazione artroscopica con sutura side to side con orthocord + una ancora Healix +Tenotomia CLB+acromionplastica.
    Per 4 settimane dovrò avere il braccio immobilizzato e poi iniziare la riabilitazione secondo il metodo Lionese. Volevo chiedere ma questo programma è previsto dal nostro sistema sanitario oppure è a totale carico mio?

    • Purtroppo l’idrokinesiterapia non rientra nella convenzione del Sistema Sanitario Nazionale, quindi la riabilitazione in acqua sarà tutta a suo carico , mentre per quella ” a secco” può farsi prescrivere un profilo riabilitativo adeguato dal suo medico curante (previa certificazione o dello specialista che l’ha operata oppure del medico dell’ASL di sua appartenenza) pagando esclusivamente il ticket.

      • Dottore ho subito per una banale caduta una frattura alla testa dell’omero con interessamento del tronchite,fortunatamente composta. Mi hanno indicato l’uso di un tutore per circa30 giorni , ma al controllo radiografico e a una successiva tac e stata evidenziata una crescita del callo osseo molto lenta. Oggi sono ancora immobilizzata e il dolore a livello del braccio sembra aumentare d’intensita. Sto assumendo di mio delle bustine al calcio ho paura delle complicanze .spero che lei possa chiarirmi dei dubbi sulla lentezza della calcificazione ,sul dolore che aumenta e sull’immobilizzazione prolungata. Ho 34 anni e nn soffro di nessun altra patologia. La ringrazio anticipatamente

        • L’uso del tutore nelle fratture è generalmente prescritto per circa trenta giorni, ma come al solito i tempi di consolidazione sono soggettivi, così come anche il dolore legato all’immobilizzazione.
          Per velocizzare il processo di formazione del callo osseo le consiglierei di effettuare della magnetoterapia (meglio C.E.M.P. campi elettromagnetici pulsati) per più ore al giorno o addirittura la notte per tutta la durata dell’immobilizzazione, mentre per il dolore meglio il ghiaccio oppure, qualora risulti insopportabile, consulti il suo medico per qualche farmaco specifico.

  • Gentile dott. Durante, sono stata operata il 16/12/2013 alla spalla sx in artoscopia per una lesione porzione intraarticolare del tendine del sottoscapolare disinserito dal tronchine, clb instabile e lussato sul sottoscapolare con grave tenosinovite, borsite iperemica diffusa, acromion uncinato con osteofita acromion claveare. Chirurgica: decompressione sub-acromiale (bursectomia ed acromionplastica), sineviectomia, tenolisi della lesione del sottoscapolare e reinserzione sul tronchine con ancora a battuta e filo in fiberwire, tenotomia clb. Ho portato il tutore in abduzione per 3 settimane e da circa una settimana che viene il fisioterapista a casa e facciamo mobilizzazione passiva. Seguita da una ventina di min. di tensterapia. Non ho molto dolore solo acido lattico nel muscolo, e fastidio quando faccio gli esercizi pendolari. Secondo lei quando potrò tornare ad una vita normale e cosa dovrò fare ancora per riuscire ad assolvere le cose quotidiane? Grazie .

  • Dopo un intervento chirurgico bisogna avere molta pazienza poichè per poter tornare a svolgere le normali attività di vita quotidiana passerà diverso tempo.
    Il piano di trattamento che sta seguendo è quello tipico post-operatorio quindi nulla da eccepire, magari potrebbe essere integrato con dell’ idrokinesiterapia
    che risulta molto gradevole per il paziente, sempre chiedendo il consenso al chirurgo che l’ha operata.

    • Se vivessi a napoli verrei volentieri a trovarla. Mi ispira molta fiducia. Invece nel mio piccolo paesello abbruzzese piscine non ce ne sono e dovrò spostarmi di notevoli km per raggiungere un posto dove la praticano. Solo che per il momento devo fare ancora per un po gli esercizi passivi e quelli pendolari, appunto perché provo ancora dolore. È stato molto gentile e la ringrazio per avermi risposto. Ho la visita di controllo il 10/02 e sentiamo il chirurgo che dice. Grazie ancora.

  • Salve….dottore..sono una ragazza di 25 anni sportiva a livello agonistico,operata per ben due volte in artoscopia… Ma non risolvendo nulla…perché la spalla mi si lussava comunque.È da una settimana che sono stata operata con latarjet patte dal grande prof. Raffaele Russo… E mi ha consigliato questa terapia…spero andrà bene questa volta …e spero che i tempi di attesa non siano lunghi….cosa pensa?grazie

  • Deve essere fiduciosa e vedrà che andrà tutto bene, certo i tempi di recupero non sono rapidissimi, soprattutto per tornare ad un livello agonistico, la prognosi è da definire con attenzione valutando le condizioni di tutte le superfici coinvolte nell’intervento chirurgico ma questo lo stabilirà il Prof. Russo dopo il controllo post-operatorio.

    • Salve dottore, il reumatologo mi ha consigliato idroterapia per fibromialgia e blocchi lombari. C’è qualche struttura al vomero? oppure qualsiasi altra da raggiungere con mezzi pubblici?

      • Non conosco nessun centro fisioterapico al vomero dotato di piscina per risolvere la sua problematica (fibromialgia e blocco lombare) , magari allargando la ricerca su tutta Napoli qualche struttura che faccia al suo caso riuscirà a trovarla.

  • Ho cercato davvero ovunque….grazie lo stesso per la risposta magari qualcuno che ci legge…

  • Salve dottore… Circa sei mesi fa sono stato operato alla spalla sinistra secondo la tecnica di latarjet… Ho effettuato le sedute di fisioterapia e idrokinesi terapia regolarmente ed ho iniziato anke il rinforzo muscolare in palestra da circa 3 mesi.. Però avverto ancora quella sensazione di instabilità… Con dei fastidi sia alla spalla ke all altezza del bicipite… Ora vorrei chiedere se secondo lei è una cosa normale.. Oppure è ancora troppo presto? Eppure son passati sei mesi… Attendo una sua

    risposta è la ringrazio anticipatamente… Saluti..

  • Il “fastidio” potrebbe anche esserci ancora per un pò di tempo, magari la sensazione di instabilità che lei riferisce( dopo sei mesi dall’intervento) andrebbe approfondita consultando il chirurgo che l’ha operata.

  • Egregio dottore,
    a seguito di una caduta ho riportato una triplice frattura alla testa dell’omero destro. Lo scorso 11 aprile sono stata operata dal Prof. Raffaele Russo per ” frattura a tre parti della testa omerale dx trattata chirurgicamente con osteosintesi ibrida con osteosuture e placca in titanio a trifoglio a stabilità angolare”. Alle dimissioni il professore ha prescritto “immobilizzazione in tutore di spalla con fascia adduttoria(anche nelle ore notturne) per 25 gg., poi fare Rx di controllo e rieducazione motoria passiva nel piano scapolare preferibilmente in acqua calda a 34 gradi”. Tanto precisato, vorrei sapere se i 25gg. si contano dall’11-04, giorno dell’intervento, o dal giorno in cui ho indossato il tutore, o dal giorno delle dimissioni. SE dal 11.04, i 25 gg. scadono il 6 -05 -2014 ed io, dopo aver fatto i raggi di controllo, dovrò iniziare la rieducazione.
    Il problema è che risiedo in Calabria, presso Comune di Rossano, e a tal proposito Le chiedo cortesemente di indicarmi il centro più idoneo per il metodo lionese in acqua calda o altro metodo pure idoneo.
    In caso contrario, vorrei sapere le modalità di ricovero presso il centro IPAR, per effettuare le terapie riabilitative, eventualmente anche in day hospital, nonchè conoscere i tempi di prenotazione ed i criteri di pagamento, convenzionato o meno, e quant’altro necessario.
    La ringrazio infinitamente per l’attenzione che vorrà prestare alle mie richieste.
    Resto in urgente attesa e La saluto cordialmente.

    • I giorni di immobilizzazione dell’arto operato ( cioè dell’uso del tutore) sono definiti all’atto delle dimissioni.
      Purtroppo non sono a conoscenza di nessuna struttura a Rossano che abbia una piscina riabilitativa , ma soprattutto che abbia una temperatura di 34 gradi adeguata per applicare tale metodica.
      Il centro Ipar è una struttura convenzionata con il sistema sanitario nazionale , ma l’idrokinesiterapia non rientra in tale convenzione ed inoltre non è possible il ricovero.

  • salve dottore circa una settimana fa sono stato sottoposto ad intervento di tenotomia e acromioplastica alla spalla.sx..in fase di.dimissione mi hanno dato.una serie di esercizi da fare a casa..due domande quando inizuare questi esercizi?anche perche’ sento il braccio sx ancora appesantito nn riuscendo ad eseguire gli esercizi scritti…tutto questo e’normale o mi devo preoccupare?grazie per la risposta.

    • Solitamente gli esercizi possono essere iniziati da subito poichè molto semplici ed aiutano il recupero spontaneo di tutta l’articolazione.
      La sensazione di pesantezza è normale ,ma se non riesce ad effettuare gli esercizi oppure risultano estremamente faticosi meglio andarci cauti ed informare lo specialista di riferimento, proprio per evitare stress eccessivi alle strutture interessate dall’intervento chirurgico.

  • grazie per la disponibilita…un ulteriore quesito dopo l intervento sto utilizzando un tutore a spalla..posso toglierlo nell arco della giornata?per i tempi di recupero invece quali sono?considerato che svolgo un lavoro prettamente fisico…grazie ancora..

  • La ripresa dell’attività fisica deve essere sempre graduale, senza eccedere, mentre il tutore lentamente va abbandonato anche se il chirurgo specifica sempre la durata dell’impiego, proprio per consentire la corretta cicatrizzazione dei tessuti interessati.

  • Devo ringraziare solo il dottor Durante se finalmente ho recuperato la completa funzionalità della mia spalla destra. Temevo di non riuscire più a pettinarmi e a stappare una bottiglia di vino. Walter è altamente competente, esercita la sua professione con passione ed è sempre paziente e calmo con tutti.
    Grazie Walter.

    • Abbiamo ottenuto un eccellente risultato, soprattutto risolvendo la complicanza della capsulite che purtroppo è subentrata dopo l’intervento di riparazione di cuffia. Complimenti a lei per l’impegno e la continuità nel trattamento fisioterapico supportato dall’autorieducazione pluriquotidiana fondamentale per raggiungere tali obiettivi.

  • Gentile dottore, in seguito ad una caduta ho riportato una lussazione con frattura alla spalla destra; dopo una settimana, di notte, nonostante portassi il tutore si è nuovamente lussata. Il professore che mi ha visitato mi ha prescritto due mesi di terapia in acqua con metodo lionese dopo aver tolto il tutore il 13 luglio prossimo. Sono preoccupata in quanto tutti i centri chiudono a fine luglio; addirittura il centro Ipar che avevo scelto per poter essere seguita da lei svuota la piscina il 23. Può consigliarmi qualcosa? La ringrazio molto.

    • Il centro Ipar chiude il settore di idrokinesiterapia il giorno 24 luglio, altre strutture potrebbero arrivare a fine mese, quindi penso che riuscirà appena a finire un ciclo di terapia, comunque utile per comprendere quali sono i movimenti corretti da realizzare in piscina.

      • Il tema della chiusura della piscina riabilitativa durante il mese di agosto ormai si ripropone costantemente ogni anno. Dato che io continuo a sostenere che la ” lionese” non e’ soltanto “esercizi in acqua per la spalla” ma un modo di ” pensare” la riabilitazione di spalla, inviterei i colleghi praticanti la medtodica ad istruire i pazienti circa le tecniche a secco di autostradamento, per me sempre fattibili. Tutto sta nella capacità del fisioterapista ad entrare in sintonia con il paziente. . . Poi tutto risulta fattibile. Io risolvo così in estate.

        • Ovviamente il precedente post e’ mio ed assumendo ne la paternita’ me ne assumo anche la responsabilita’

  • buonasera dottore , ho fatto otto sedute di idrokinesiterapia per una calcificazione alla spalla dx è ancora non vedo i risultai,anzi il dolore sembra essere aumentato così come è aumentata la stanchezza e i dolori in generale
    Il dott che mi segue mi ha suggerito un infiltrazione di cortisone ma io vorrei evitarla perché mesi fa ho già fatto un ciclo di cortisone intra muscolo e ho avuto degli effetti collaterali pessimi. Lei crede che si possa evitare l infiltrazione?
    Dopo quante sedute si iniziano ad avere risultati?
    Grazie mille

  • Otto sedute di idrokinesiterapia sono poche per poter fare delle valutazioni, ma certamente è da tener in considerazione l’aumento del dolore che solitamente invece dovrebbe diminuire o perlomeno essere stazionario.
    Le infiltrazioni sono un ulteriore campo minato poichè sono diverse le scuole di pensiero, dal numero di infiltrazioni, alla sostanza da infiltrare, alle via di accesso fino ad arrivare a dove se intra oppure extra-articolari, ma questo è compito esclusivo dello specialista che la sta seguendo.
    Nelle calcificazioni posso dirle che spesso vengono indicate anche le onde d’urto, ma anche queste devono essere effettuate da personale specializzato con apparecchi all’avanguardia (focalizzate) mentre con quelle balistiche i risultati non sono stati molto soddisfacenti.
    Le consiglio di continuare con il trattamento di idrokinesiterapia e gestire meglio il dolore e la spalla nelle attività di vita quotidiana, qualora la sintomatologia dovesse peggiorare a quel punto deve assolutamente sospendere tutto.

  • Ho 70 anni una settimana fa sono stata operata in artroscopia alla spalla e mi è stato asportato un tendine, ma i dolori continuano,sono fortissimi specialmente di notte a letto. Cosa devo fare ? Grazie

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