Salute|21 febbraio 2012 13:35

Le malattie esantematiche

Le malattie esantematiche si manifestano con la comparsa di un esantema, da cui il nome, ossia un’eruzione cutanea in forma variabile, associato a sintomi di carattere generale, il più delle volte febbrili. Tali eruzioni possono essere puntiformi e papulose e si manifestano prima in sedi specifiche e poi si diffondono su tutto il corpo. La comparsa dell’esantema indica, tuttavia, la fine della fase dell’incubazione di queste malattie, molto contagiose, e in certi casi anche la fine della fase infettiva.

Rientrano in questa categoria alcune patologia quali:

  • l’Esantema Critico o Sesta Malattia;
  • la Scarlattina abortiva o Quarta Malattia;
  • la Malattia mano-piede-bocca;
  • il Megaloeritema o Quinta Malattia;
  • la Mononucleosi infettiva;
  • il Morbillo;
  • la Rosolia;
  • la Scarlattina;
  • la Varicella;
  • la Parotite;
  • la Pertosse.

Vediamole in dettaglio!

L’Esantema Critico o Sesta Malattia si manifesta con un esantema simile al Morbillo o alla Rosolia che interessa il torace, il collo e gli arti e che insorge dopo 3 o 4 giorni di febbre elevata. Tale malattia, dovuta ad un virus, colpisce quasi esclusivamente i bambini tra le 6 settimane e i 3 anni. Inizia con un brusco innalzamento della temperatura corporea, tra i 39° e 40°, e l’esantema, costituito da elementi puntiformi o chiazze di color rosa, compare nel momento in cui si ha la crisi di febbre. Le eruzioni cutanee hanno breve durata, scompaiono infatti  in un paio di giorni, senza nessuna conseguenza per la pelle del bambino. La terapia si basa sul riposo al letto e sulla somministrazione di farmaci antipiretici.

La Scarlattina abortiva o Quarta Malattia è una forma infettiva dovuta probabilmente ad un streptococco. E’ caratterizzata da febbre ed esantema simile a quello della scarlattina, di cui rappresenterebbe secondo alcuni una forma attenuata. Colpisce in prevalenza bambini, ma può colpire anche gli adulti. La sintomatologia tipica della malattia, che dura pochi giorni e guarisce spontaneamente, inizia solitamente ad una settimana dal contagio e comporta uno stato di malessere generale, accompagnato da febbre non elevata, e arrossamento della gola, sulla quale certe volte si vengono a formare delle placche e, in certi casi, da vomito e diarrea. Dopo compare un lieve esantema, caratterizzato da piccolissimi puntini rossi in rilievo e molto vicini tra di loro, che partono dal volto per poi estendersi al tronco e agli arti. La terapia è antibiotica, associata ad antipiretici in caso di febbre. Generalmente non comporta conseguenze, neanche se contratta in gravidanza, ma in rari casi può provocare delle complicazioni a livello renale. Per tale motivo, è consigliabile a due settimane dalla guarigione effettuare un esame delle urine.

La Malattia mano-piede-bocca è conosciuta anche con l’acronimo HFMD ed è una infezione virale che colpisce soprattutto i bambini. Si manifesta con arrossamenti della mucosa della bocca, della lingua e della cute del dorso di mani e piedi, che evolvono in ulcerazioni dolorose in bocca e sulla lingua e piccole vescicole a sugli arti. La sintomatologia tipica della malattia comporta febbre, mal di testa e malessere generale. Il decorso è di circa una settimana. La terapia consiste in riposo e somministrazione di antipiretici.

Nel  Megaloeritema o Quinta Malattia, l’esantema compare in tre stadi: nel primo le guance diventano rosse; nel secondo interessa il tronco e sul lato esterno degli arti e sulle natiche; nel terzo si ha uno schiarimento irregolare con la formazione di un esantema a forma di reticolo che può persistere fino a 20/40 giorni dopo la sua prima comparsa e ripresentarsi dopo uno sfregamento, un bagno o esercizio fisico. Essendo il virus che provoca la malattia poco contagioso, solo raramente, e per lo più in primavera, si verificano piccole epidemie nella popolazione scolastica. L’esantema si manifesta prima al volto e agli arti, per poi diffondersi al tronco; è caratterizzato da grandi maculo-papule, poco rilevanti e confluenti, dapprima di colore rosso e in seguito bluastre, che scompaiono nell’arco di una settimana. La sintomatologia comprende inoltre una leggera febbre. Il periodo di incubazione della malattia è di una o due settimane e l’evoluzione è del tutto benigna. La terapia prevede antipiretici i caso di febbre elevata e l’utilizzo di talco mentolato sulle zone interessate dall’esantema per attenuare il prurito.

La Mononucleosi infettiva è caratterizzata da un esantema simile a quello della Rosolia e del Morbillo. E’ molto contagiosa, acuta, caratterizzata da febbre, angina (patina biancastra sulle tonsille), linfadenopatia e aumento del volume della milza. Di per sé la mononucleosi consiste in un aumento abnorme del numero di cellule mononucleate, monociti e linfociti, nel sangue. E’ causata da un virus appartenente al gruppo degli Herpesvirus, scarsamente diffuso, che si presenta in poco frequenti epidemie familiari e scolastiche. Si trasmette con la saliva ed, essendo necessari contatti prolungati, è chiamata anche “malattia del bacio”. La sua maggior diffusione si ha tra i bambini oltre i 3 anni, nell’adolescenza e nell’età adulta. Dopo un periodo di incubazione di 1-3 settimane, la malattia si manifesta con febbricola, mal di testa e senso di stanchezza seguiti da febbre elevata, dolori muscolari, malessere, cefalea, tumefazione delle linfoghiandole del collo, raramente di quelle sotto le ascelle e nell’inguine, infiammazione delle tonsille e della faringe, con la comparsa nel cavo orale di piccole ulcere che rendono dolorosa la deglutizione. Possono risentirne anche fegato e milza, con un conseguente aumento delle transaminasi e della bilirubinemia e la comparsa di un lieve ittero alla sclera. La sintomatologia è attenuata nei bambini che, spesso, mostrano scarsi segni clinici. Il decorso della malattia è solitamente benigno e non dura più di 10 giorni.

In caso di Morbillo, l’esantema compare durante la fase febbrile, solitamente tra il terzo e quarto giorno, partendo dal volto e stendendosi nel giro di una giornata a tutto il corpo. Malattia tra le più diffuse nei paesi industrializzati, il Morbillo è molto contagioso – una persona non immune che entra in contatto con un ammalato, ha nove probabilità su dieci di infettarsi – e si presenta con un’eruzione tipica sulla pelle, febbre elevata, tosse, congiuntivite e raffreddore, mal di testa e dolori muscolari. Si trasmette con la saliva e i primi sintomi appaiono una decina di giorni dopo il contagio. L’esantema, che compare dopo una fase iniziale di 3 o 4 giorni in cui si verificano febbre elevata (anche 40° e che dura mediamente 6 giorni), dolori diffusi e occhi arrossati, è spesso preceduto da lesioni all’interno della bocca, ossia piccole macchie rosse sul palato e sulla faringe e macchie bianche all’interno delle guance. L’eruzione compare al viso, sul collo e dietro le orecchie e da qui scende verso il torace, gli arti, scendendo fino ai piedi nell’arco di 72 ore. Dopo la comparsa dell’esantema i sintomi tendono a scomparire, fatta eccezione della tosse. L’eruzione si presenta inizialmente con macchie rosse separate, tendenti successivamente a confluire e ad assumere l’aspetto di papule, ossia piccoli rilievi. Anche il morbillo è una malattia benigna che tende a risolversi spontaneamente.

La Rosolia, detta anche Rubeola, è molto simile al Morbillo anche come modalità di comparsa, anche se l’esantema ha un colore più rosato e meno acceso. Molto contagiosa, ad andamento epidemico, colpisce soprattutto bambini e giovani ed è molto pericolosa se contratta dalla donna in gravidanza. Essa infatti può causare malformazioni fetali quali ritardo mentale, mutismo, microcefalia, anomalie del cuore, sordità e cataratta bilaterale. L’infezione avviene tramite la saliva e l’incubazione dura circa 20 giorni. Febbricola che raramente supera i 38°, rinite, congiuntivite e infiammazione della gola sono i primi sintomi della malattia a cui seguono, nel giro di una giornata, la comparsa delle caratteristiche macchie e un gonfiore doloroso dietro le orecchie e nella parte posteriore del collo. L’eruzione cutanea consiste in macchie rosse in rilievo che appaiono prima dietro le orecchie e sulla fronte, per poi diffondersi per tutto il corpo. In genere le macchie scompaiono dopo tre giorni.

La Scarlattina si manifesta con un eritema che esordisce nelle pieghe cutanee (ascelle, collo e inguine) per poi diffondersi a tutto il corpo. Il volto appare rosso con una zona pallida intono alla bocca, la pelle come la classica pelle d’oca e la lingua ricoperta da una patina biancastra. Colpisce prevalentemente i bambini tra i 3 e i 7 anni, soprattutto in autunno e in inverno, e il contagio avviene per via aerea. Dai 2 ai 5 giorni è il periodo di incubazione, dopodiché compaiono febbre, vomito, mal di testa e angina. L’esantema compare sotto forma di minuti elementi a capocchia di spillo, fittissimi e di colore rosso scarlatto, interessando per prima il bacino, poi il tronco, le estremità degli arti e poi il volto, fatta eccezione della zona intorno alla bocca e il mento. La malattia dura circa 3 settimane non comporta solitamente complicazioni.

La Varicella è dovuta al virus Varicella Zoster, appartenente alla famiglia degli Herpevirus, ed è estremamente contagiosa. Colpisce in età scolare ed è caratterizzata dalla comparsa sulla pelle di un’eruzione estremamente pruriginosa. L’esantema, che parte dal tronco e si estende alla testa e al volto, attraversa diversi fasi: la papula, una lesione della cute in forma di piccola massa solida rilevata e circoscritta; la vescicola, minuscola raccolta di liquido al di sotto dello strato esterno della pelle; la pustola, piccola raccolta di pus nello spessore dell’epidermide; crosta, la placca che si forma sulla pelle nel processo di riparazione delle ferite. Il contagio può avvenire sia per via diretta, attraverso il contatto con le eruzioni cutanee, che per via aerea; il periodo di incubazione si aggira tra i 14 e i 18 giorni, con o senza avvisaglie, dopodiché compare l’esantema che dura mediamente 8/12 giorni. Inestetiche cicatrici potrebbero costituire uno strascico se si sviluppassero infezioni cutanee sovrapposte causate da batteri.

La Parotite, comunemente detta “orecchioni”, causata da un virus della famiglia dei Paramyxovirus, è caratterizzata da un doloroso ingrossamento delle parotidi, le ghiandole poste sotto le orecchie, che solitamente appare dopo 1 o 2 giorni di febbre modesta, mal di testa, malessere generale e scarso appetito. Colpisce bambini di qualsiasi età, ma in genere tra i 5 e i 9 anni di vita, soprattutto in inverno e primavera, e si trasmette per via aerea. In genere, dopo 16-18 giorni dal contagio, compaiono febbre, che può sfiorare i 39°, e malessere diffuso, seguiti dopo 24/48 ore da gonfiore delle ghiandole, dolore alla masticazione e alla deglutizione. Nei bambini non causa complicazioni; diversamente invece, se contratta da soggetti maschili dopo la pubertà, può provocare una infiammazione ai testicoli (orchite). Il periodo di massima infettività va da 7 giorni prima fino a 10 giorni dopo la comparsa del gonfiore. La malattia solitamente una volta contratta conferisce uno stato di immunità che, tuttavia, non è permanente.

La Pertosse, infine, provoca lesioni alle mucose dei bronchi e ei bronchioli, con conseguente broncospasmo. E’ frequente tra inverno e primavera e colpisce soprattutto i bambini in età scolare. Il contagio avviene per contato diretto con la saliva o il muco espulsi con la tosse dal soggetto infetto. I sintomi compaiono dopo 6/20 giorni dal contagio e l’infezione si può trasmettere da prima dell’inizio degli accessi di tosse fino a 3 o 4 settimane dopo. La malattia comporta una infezione delle alte vie respiratorie, caratterizzata da tosse, prima solo notturna poi più intensa e anche di giorno, starnuti e secrezioni nasali, e da febbre minima o addirittura assente. Dopo circa una settimana, compaiono i tipici accessi convulsivi, spesso accompagnati da vomito e cianosi, che si protraggono per altre 2 o 4 settimane. Nei lattanti la malattia è particolarmente grave perché gli accessi di tosse possono provocare crisi di apnea, cianosi e difficoltà di alimentazione.

Per alcune di queste malattie oggi sono a disposizione i vaccini – alcune sono vaccinazioni obbligatorie – che tendono a ridurre le epidemie soprattutto tra la popolazione scolastica.

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