Salute|20 novembre 2017 18:00

Cataratta, cos’è e come intervenire

La cataratta è un processo di opacizzazione del cristallino. Questo è la lente naturale dell’occhio che, insieme alla cornea, aiuta a mettere a fuoco i raggi luminosi sulla retina. La progressiva perdita di trasparenza del cristallino determina nel tempo un annebbiamento progressivo della vista fino alla cecità completa dell’occhio che ne è colpito.

Immaginiamo di trovarci in una stanza piena di finestre da cui entra il sole, una persona affetta da cataratta vedrà gli oggetti fuori come se i vetri delle finestre fossero appannati… man mano sempre di più, con il passar del tempo… rendendo la vista opaca, grigia e sempre meno nitida, fino a che cala il buio.

Normalmente tendiamo ad associare la cataratta alla vecchiaia e, in effetti, questa è una situazione che colpisce molto frequentemente le persone anziane o comunque gli ultra sessantenni, ma non è escluso che possa riguardare le persone più giovani. In tal caso può essere causata da traumi oculari attuali o precedenti, da ferite perforanti, da esposizione a radiazioni, da malattie metaboliche congenite o insorte in seguito (la più frequente delle quali è certamente il diabete), dall’assunzione per lungo tempo di alcuni farmaci (in particolare chemioterapici o cortisonici).

Per quanto concerne la cataratta ci sono due considerazioni fondamentali: la prima è che purtroppo si tratta di un processo irreversibile, per il quale non esiste una terapia farmacologica che possa interrompere la progressiva opacizzazione del cristallino; la seconda è una buona notizia, ci si può operare e risolvere radicalmente il problema!
Ovviamente l’intervento di cataratta va eseguito qualora limiti la qualità della vita del paziente e nel contempo le condizioni generali siano idonee per procedere all’atto chirurgico. Essendo una patologia frequente nell’età anziana, la valutazione dello stato di salute generale del paziente deve essere particolarmente accurata e devono essere effettuate le analisi cliniche e strumentali necessarie.

Vari tipi di cataratta
Esistono, come abbiamo accennato, diversi tipi di cataratta e questi possono manifestarsi in maniera differente da caso a caso.

La più frequente è la cataratta senile, che si presenta con il progredire dell’età.

Esiste poi la cataratta da cortisone, che spesso si presenta come cataratta sottocapsulare posteriore, in quanto l’opacità interessa la parte posteriore del cristallino. È provocata dall’impiego di cortisone per un tempo considerevole, in genere in pazienti affetti da malattie autoimmuni o sottoposti a trapianto di organi da donatore, per i quali l’assunzione di cortisone per via generale è indispensabile per la sopravvivenza. In altri casi la cataratta è provocata dall’impiego del cortisone in collirio per lungo tempo, per controllare patologie autoimmuni oculari.

Da segnalare come talvolta la cataratta sia conseguenza dell’impiego sconsiderato di collirio cortisonici auto prescritti dal paziente, semplicemente per controllare banali episodi di irritazione o arrossamento oculare. È importante ricordare come il cortisone possa determinare anche un pericoloso innalzamento della pressione oculare, con conseguente danno irreversibile del nervo ottico. Si raccomanda pertanto di impiegare questo farmaco potentissimo solo sotto rigoroso controllo medico.

La cataratta sottocapsulare posteriore determina un offuscamento della visione, spesso maggiore in condizioni di grande luminosità ambientale e meglio tollerato al crepuscolo. In genere interessa entrambi gli occhi ed ha una progressione molto rapida, va quindi operata in breve tempo.

La cataratta traumatica è causata da un trauma contusivo o perforante ed è indipendente dall’età. Una forte contusione può determinare una sofferenza del cristallino immediata o tardiva, con opacamento dello stesso, risolvibile solo chirurgicamente. Un trauma perforante può produrre un danno e un’opacizzazione immediata del cristallino, spesso associato a lesioni importanti di altre strutture oculari, quali la cornea e l’iride, e in genere richiede un intervento urgente.

La cataratta congenita colpisce i bambini dalla nascita o dai primi mesi di età e può essere dovuta ad anomalie cromosomiche o a malattie metaboliche, nella maggior parte dei casi si presenta in assenza di patologie sistemiche e può essere mono o bilaterale. Fortunatamente non tutte le cataratte congenite sono così invalidanti da richiedere l’intervento chirurgico a breve.

La cataratta secondaria si può presentare dopo mesi o anni dall’intervento di asportazione della cataratta. É un processo di opacizzazione tardiva della capsula posteriore del cristallino, che è lasciata in sede al momento dell’intervento di cataratta e impiegata per alloggiare il cristallino artificiale. Questo fenomeno avviene più frequentemente nei pazienti più giovani e con i tessuti più vitali. Si risolve brillantemente e in maniera totalmente non traumatica e indolore con la capsulotomia posteriore yag laser, un intervento ambulatoriale con il quale si pratica un’apertura al centro della capsula posteriore, rendendo la vista nitida in maniera efficace e permanente. La cataratta secondaria si presenta in ciascun occhio solo una volta e l’intervento è definitivo.

Prevenzione
Purtroppo esiste ben poco da fare per prevenire l’insorgenza della cataratta, se non evitare i fattori di rischio quando possibile, quali traumi, malattie metaboliche, diabete.

Un recente studio effettuato dagli scienziati della Harvard University e del Brigham and Women’s Hospital di Boston diretti dal prof. William Christen dimostra che l’assunzione regolare di multivitaminici potrebbe ridurre il rischio di cataratta, così come una dieta ricca di luteina e zeaxantina, contenuti negli ortaggi gialli o a foglia verde scura.

Intervento
Come abbiamo accennato, la soluzione al problema della cataratta è l’intervento, che va eseguito solo dopo essersi sottoposti a tutti gli esami per la verifica dello stato di salute generale e degli occhi. L’intervento consiste nella sostituzione del cristallino naturale con un cristallino artificiale, è ambulatoriale e non prevede ricovero. Si svolge in anestesia topica con la sola applicazione di un collirio anestetico e può essere eseguito in microchirurgia con la tecnica della  facoemulsificazione o con l’impiego del femtolaser.

Il femtolaser
Le nuove tecniche che prevedono l’uso del laser hanno portato innovazione e benefici immensi nel mondo della chirurgia oculistica, rendendo tutto più veloce, sicuro e con un decorso molto più sostenibile e leggero.

L’ultimo progresso riguardante l’intervento chirurgico della cataratta è il laser a femtosecondi o femtolaser. L’avvento di questa tecnica ha migliorato notevolmente la sicurezza e la precisione dell’intervento alla cataratta, rendendo più veloci e precisi i delicati passaggi di questa operazione.

A proposito dell’innovazione portata nel campo da questa tecnica, la dottoressa Maria Giulia Bianchi, medico di Monza con esperienza trentennale in chirurgia e clinica oculistica, concorda nel considerare che le tecniche con il femtolaser non solo “consentono di eliminare l’utilizzo del bisturi” ma permettono “di ottenere superfici di taglio di altissima precisione e di assoluta regolarità”. L’impiego del femtolaser consente inoltre di ridurre moltissimo l’energia impiegata per la rimozione della cataratta.

Conclusioni
Se soffrite di cataratta, non abbiate paura, rivolgetevi ad un esperto oculista per risolvere il problema. Le strade da poter percorrere sono tante, ma portano tutte all’intervento che darà nuova luce alla vostra vista!

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