Attualità|28 ottobre 2011 17:35

Giornata mondiale dell’ictus cerebrale

“ONE IN SIX – Una persona ogni 6 secondi, indipendentemente dall’età o dal sesso, in una parte qualsiasi del mondo, viene colpita da ictus: previenilo, riconoscilo, assicurati di ricevere le cure appropriate”: è questo lo slogan scelto per il World Stroke Day, la Giornata mondiale dell’ictus cerebrale promossa dalla World Stroke Organization. Giunta nel nostro Paese alla sua settima edizione, prevede visite gratuite e screening del rischio vascolare presso le principali strutture ospedaliere.

Secondo la SAFE,  Stroke Alliance for Europe, che riunisce venti associazioni di pazienti colpiti da ictus in 17 Paesi europei, il controllo della pressione del sangue, il trattamento dell’ipertensione e del livello di colesterolo alto potrebbero aiutare a prevenire nel mondo il 40% degli ictus cerebrali.

Gli ictus possono essere di tre tipi: Ictus ischemico, Ictus emorragico (intracerebrale o intraventricolare), Attacco ischemico transitorio (TIA).

Nel mondo, ogni anno, quasi 6 milioni di persone muoiono di ictus e ciò vale a dire che una persona ogni 6 secondi viene colpita da ictus. L’ictus è la seconda causa di morte per le persone di età superiore ai 60 anni e la quinta causa in quelle tra i 15 e i 59 anni.  L’ictus è responsabile di più decessi di Aids, tubercolosi e malaria messe insieme. Infatti, è responsabile di una percentuale che sfiora il 12% di decessi per anno e rappresenta la principale causa di invalidità, la seconda causa di demenza dopo la Malattia di Alzheimer e  la terza causa di morte nei Paesi del G8. Circa il 20% dei pazienti colpiti da ictus cerebrale muore entro il primo mese dall’ evento e oltre il 30% sopravvive con esiti invalidanti.

In Europa ogni 20 secondi una persona è colpita da ictus e ogni anno muoiono circa 650.000 persone. Qui l’ictus rappresenta la prima causa di disabilità a lungo termine e la terza causa di morte.

In Italia ogni giorno l’ictus colpisce circa 660 persone, ben 200.000 l’anno. Di queste, 40.000 muoiono entro breve termine e altre 40.000 subiscono un grave handicap che cambia radicalmente la loro vita e quella delle loro famiglie.

Il 29 ottobre si celebra la Giornata mondiale dell’ictus cerebrale che non solo vuole diffondere la prevenzione come cura, ma anche la consapevolezza che l’ictus può essere prevenuto e che per quanti sono stati colpiti è possibile tornare alla vita di sempre, se curati adeguatamente nel tempo e sostenuti.

Nella prevenzione della malattia è fondamentale conoscere i fattori di rischio personali – quali pressione alta, diabete e colesterolo alto -, essere fisicamente attivi ed esercitarsi regolarmente, evitare l’obesità, limitare il consumo di alcol, evitare il fumo e imparare a riconoscere i segni premonitori di un ictus. I più frequenti sono una improvvisa debolezza o insensibilità o comparsa di formicolii a una metà del volto, a un braccio o a una gamba oppure a tutta la metà del corpo, la perdita della visione da un solo occhio, un’improvvisa incapacità di esprimersi o di comprendere qualcuno che parla, una inspiegabile sensazione di vertigine, capogiro, sbandamento o un incomprensibile e anomalo forte mal di testa.

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