Salute|31 ottobre 2011 22:26

Ictus ischemico, sintomi e prevenzione

Un ictus ischemico (o infarto cerebrale) accade quando un’arteria che fornisce il sangue ricco di ossigeno al cervello si ostruisce. Senza ossigeno le cellule cerebrali cominciano a morire dopo pochi minuti.

Gli ictus ischemici possono essere dovuti: ad una trombosi (formazione di un coagulo di sangue, detto trombo) o ad un’embolia (quando un aggregato di materiali, detto embolo, viaggia attraverso il flusso sanguigno fino ad arrivare in un’arteria del cervello).

Una condizione simile all’ictus è l’Attacco Ischemico Transitorio (TIA), che accade quando il blocco del flusso di sangue verso una porzione del cervello è solo di breve durata. In questo caso i danni alle cellule cerebrali non sono permanenti. Però se si ha un TIA, aumentano le probabilità di avere successivamente un ictus.

Tra i segnali e i sintomi che possono far pensare ad un ictus ci sono:

  • improvvisa debolezza
  • paralisi o intorpidimento del viso, braccia o gambe, in particolare su un lato del corpo
  • confusione
  • difficoltà nel parlare o nella comprensione del parlato
  • difficoltà a vedere con uno o entrambi gli occhi
  • problemi respiratori
  • vertigini, difficoltà nel camminare, perdita di equilibrio o di coordinazione e inspiegabili cadute
  • perdita di coscienza
  • mal di testa improvviso e forte

Un TIA ha gli stessi sintomi, ma di solito in questo caso durano meno di una o due ore (ma possono anche arrivare fino a 24 ore).

Se qualcuno ha un ictus o un TIA bisogna subito chiamare un’ambulanza, in modo che si possa quanto prima iniziare trattamenti salvavita. In questi casi il tempo di intervento è un fattore fondamentale.

Dopo un ictus a volte ci si può riprendere completamente, ma può anche provocare danni permanenti al cervello, disabilità a lungo termine o perfino la morte.

Per prevenire gli ictus (ma anche per facilitare il recupero dopo averlo avuto) è d’aiuto adottare uno stile di vita sano per evitare i fattori di rischio. Ad esempio:

  • Smettere di fumare ed evitare il fumo passivo. Infatti Il fumo può danneggiare e stringere i vasi sanguigni e aumentare il rischio di ictus.
  • Seguire una dieta sana. Ad esempio includendo una varietà di frutta, verdura e cereali integrali. E comprendere anche carne magra, pollame, pesce, fagioli e latte senza grassi o a basso contenuto di grassi o prodotti caseari. Una dieta sana è povera di grassi saturi, acido grasso trans, colesterolo, sodio (sale) e zuccheri aggiunti.
  • Avere un peso forma. Se si è in sovrappeso o si è obesi, programmare con l’aiuto del proprio medico una progressiva perdita di peso.
  • Essere fisicamente attivi.

Per aiutare a prevenire un ictus successivo, il medico potrebbe anche prescrivere degli anticoagulanti (fluidificanti del sangue) per prevenire la formazione o la crescita di coaguli di sangue.

Ogni anno in Italia ci sono circa 200.000 casi di ictus cerebrale (ischemico o emorragico), di cui l’80% sono nuovi episodi e il 20% recidive. In Italia l’ictus è tra le principali causa di morte insieme alle malattie cardiovascolari e le neoplasie e rappresenta la principale causa d’invalidità. A fine ottobre c’è stata la
Giornata mondiale dell’ictus cerebrale.

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14 Commenti

  • cerco aiuto un conoscente ha problemi e tutti i sintomi di un tia ma pensa che sia ogni volta che si agita ha questi sintomi cosa dovrebbe fare?

    • cerco aiuto un conoscente ha problemi e tutti i sintomi di un tia ma pensa che sia ogni volta che si agita compaiono questi sintomi ,cosa dovrebbe fare?
      quale esami dopo un EKG e esami del sangue che ha fatto con risultato tutto negativo
      sarebbe risultato tutto a posto ,puo essere un sintomo senza caso di preocupazione
      oppure dovrebbe aprofondire i suoi esami?

  • esco da un’ictus ero fermo su una sedia a rotelle adesso per fortuna vado con le mie gambe sono di firenze non posso andare fuori di casa se non accompagnato da due persone che mi sorregono vi sarei grato se potesse dirmi qualcosa di piu la ringrazio mas.brazzini@alice.it

  • Sono stato colpito da ISCHEMIA CEREBRALE FOCALE SILVANA DESTRO, MALATTIA SOTTOCORTICALE ATEROSCLEROTICA – MALATTIA DEL TSA FOCOLAIO BRONCOPNEUONICO; ricoverato presso osp di Vercelli, dimesso dopo una settimana dopo esami di routine- TC ENCEFALO Non evidenti zona di alterata densità parenchimale riferibile a lesioni emorragiche – Note di atrofiacortico – sottocorticale;
    In cura con CLOPIDOGREL 75 MG ORALE
    CANDESARTA N/ IDROCLORTIAZIDE 32/125MG
    SIMVASTATINA
    SPIRIVA-
    Sintomi attuali: formicolio indice e pollice sin – indorpidimento mandibola sin come se fosse anestetizzata.
    Domande: rischio il ripetersi del danno? cosa devo fare per prevenire oltre ai farmaci in uso? Per favore ditemi qualche cosa: non vivo più dalla paura. Grazie Giovanni Rossi- e-mail grossi20@alice.it

  • Dopo un ictus ischiemico un donna a 35 anni può averea ancora bambini?

  • mio papà e morto pochi giorni fà,i sintomi erano stanchezza ,affanno,perdita di equilibrio,difficoltà a deambulare, non potevamo immaginare che sarebbe morto…e un dolore immenso non avrer capito…

  • ho due genitori con FA , madre colpita da ictus e padre da emorragia celebrale, nonna materna ictus e zio materno infarto!!! devo preoccuparmi e soprattutto che controlli devo fare?? il mio elettrocardiogramma eseguito un anno fa era normale!!! grazie

    • Deve prenotare una consulenza con un genetista e fare delle analisi genetiche. Solo in questo modo potrà prevenire eventuali malattie future.

  • Mio padre ha avuto un TIA potrebbe rimanerne a soggetto :( grz

  • Dopo l’embolizzazione al cervello?
    si può avere un rapporto intimo o è pericoloso?

  • Salve dottore,
    Le scrivo perché sono seriamente preoccupata per una mia cara collega. Da qualche tempo ha difficoltà nel camminare, parlare in modo chiaro e corretto, lamenta di sentirsi debole ed è come se avesse perso sensibilità almeno da una parte del corpo. Dopo avere incitato lei e il marito innumerevoli volte e soprattutto dopo episodi di allettamento (lei riferisce che non riusciva a tenersi sulle gambe) ha cominciato una serie di accertamenti prescritti dal suo medico di base e da un neurologo. Il punto è che nessuno di questi prevede una TAC o una risonanza magnetica alla testa, ma solo alla schiena. Lei è spaventata e probabilmente consapevole della gravità del suo stato, ma rifiuta di sottoporsi ad altri esami clinici e/o ad un eventuale ricovero. Parlare con il marito è risultato assolutamente sterile e x niente proficuo. La mia domanda è: noi come possiamo fare? Possiamo obbligarla? Noi dobbiamo assistere passivamente a questa sorta di suicidio?

  • Ho un amico che da tre mesi ha avuto un ischemia e li è rimasto un segno quello del parlare a volte si fa fatica a capirlo come posso aiutarlo grazie

  • Dottore! Ma perché dobbiamo rivolgerci al medico come venirne fuori quando si è colpiti da ictus ed altri danni cerebrali e non riusciamo ad avere aiuto quando con il sentore di uno dei sintomi che allarmano ci rivolgiamo al medico che ci prescrive i vari esami TAC eccetera, e non ci aiuta ad effettuare con tempestività gli esami prescritti, magari con una richiesta di urgenza visto che l’insorgere di una malattia cerebrale porta di solito danni irreversibile. Mi può rispondere se lo desidera. Le lascio la mia email:
    alfonso1404@hotmail.it

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