Salute|31 ottobre 2011 17:42

L’anoressia nervosa, cause e conseguenze

“L’anoressia è la punta dell’iceberg, il sintomo di una sofferenza che ha cause psicologiche. Per questa ragione non può essere aggredito: è necessario invece cercare le cause senza tuttavia perdere di vista la gravità dei risvolti che possono mettere a rischio la vita. Il sintomo non viene soppresso ma si diluisce fino a scomparire solo quando la persona non sente più la necessità di adottare i comportamenti che ha dovuto cercare e usare come soluzione…”
Fabiola De Clercq , Donne invisibili, 1995 -Bompiani

L’anoressia nervosa è uno dei più comuni disturbi alimentari e consiste nella perdita di appetito e conseguentemente di peso. Una persona diventa anoressica quando, riducendo o interrompendo la consueta alimentazione, scende al di sotto dell’85% di quello che è il peso normale di persone di pari età, sesso e altezza. Certi soggetti possono ridursi a pesare non più di 30 chili, con la totale scomparsa dei depositi di grasso corporeo e con la perdita di tutte le rotondità classiche della figura femminile, con parziale eccezione delle mammelle.

Si tratta, infatti, di una malattia che colpisce nell’80% dei casi individui di sesso femminile, all’epoca della pubertà o negli anni immediatamente seguenti, in genere tra i 13 e i 20 anni. Anche se c’è da registrare un considerevole aumento della malattia tra gli uomini. Fino al 2000, infatti, la componente maschile rappresentava l’1%, oggi è balzata a un 10% tra gli uomini tra i 25 e i 40 anni e al 20% nella fascia d’età fra i 13 e i 17 anni.

Inizialmente la malattia si manifesta con una riduzione dell’alimentazione per il desiderio di ritrovare o mantenere la linea. Il rifiuto del cibo, nel tempo, viene invece associato ad una costante paura di ingrassare, anche quando la persona è palesemente sottopeso e si traduce molto spesso in una vera e propria ossessione per la composizione dei cibi e per la bilancia. Le persone anoressiche, infatti, aboliscono completamente dalla loro dieta i cibi grassi, o presunti tali, e assumono solo quelli a loro parere “sani” perché poveri di calorie.

La diagnosi non è sempre facile perché interessando nella maggioranza dei casi adolescenti, i cambiamenti fisici tipici di questa età possono trarre in inganno e mascherare l’esordio della malattia. Quando i parenti iniziano ad insospettirsi del dimagrimento repentino ed eccessivo, vengono messi in atto tutta una serie di trucchetti per tranquillizzarli e al contempo raggirarli: il cibo viene nascosto, vomitato subito dopo averlo assunto, ricorso a purganti e clisteri per liberarsene rapidamente.

Il comportamento tipico della persona affetta da questo disturbo consiste nella riduzione costante della quantità di cibo assunto, oppure in vere e proprie abbuffate seguite immediatamente da tutta una serie di azioni che hanno lo scopo di eliminare quanto mangiato: vomito auto provocato, uso inappropriato di pillole lassative e diuretiche, attività fisica con l’ossessione di perdere peso.

Alla base dell’anoressia ci sono molteplici fattori di natura psicologica, ambientale e sociale che portano il paziente a sopravvalutare il fattore corpo e ad anteporlo a tutti gli altri. L’influenza negativa di altri componenti del nucleo familiare, pressioni o aspettative eccessive o senso di trascuratezza da parte dei propri genitori o derisione da parte dei coetanei sono alcuni dei motivi che scatenano il rifiuto del cibo, a cui in qualche caso si associano comportamenti autodistruttivi come l’abuso di alcool o droghe.

L’anoressia però può dipendere anche da traumi subiti, come maltrattamenti e abusi sessuali, drammi familiari, difficoltà di accettazione. Le ragazze sono spinte a intraprendere una dieta eccessiva anche dalla necessità di corrispondere a canoni estetici che esaltano la magrezza.

Nelle donne un campanello d’allarme è l’interruzione del ciclo mestruale per almeno tre mesi consecutivi. Gli effetti del disturbo alimentare sono molteplici. Sotto il profilo fisico può provocare danni permanenti a molti organi interni, tra cui fegato, cuore, reni, apparato digerente, ossa, denti e gengive. L’anoressia può infatti scatenare insufficienza renale, alterazioni cardiovascolari, perdita dei capelli e dei denti. Inoltre può causare problemi al sistema nervoso, blocco della crescita, emorragie interne. A livello psicologico provoca depressione, sensi di colpa, sbalzi di umore e manie.

Se non viene trattata in maniera adeguata l’anoressia diventa una condizione permanente e nei casi gravi può condurre alla morte, che solitamente avviene per suicidio o arresto cardiaco.

16 Commenti

  • Angelo Prunas, medico di medicina generale, padre di un’anoressica nervosa, già ricoverata a Garda nel 2007-2008. Email: *****
    Vorrei sapere, se possibile:
    1. L’anoressia nervosa è una malattia mentale?
    2. La sua radice profonda è nella madre desposta?
    3. Se si tratta di una malattia mentale, come dice Veronesi, di che tipo di malattia mentale si tratta?
    4. Nell’ipotesi di non allomtanamento dalla propria casa, sempre consigliato, in quanto tempo potrà avvenire la guarigione, se ovviamente è possibile che avvenga?
    Grazie e cordiali saluti.

  • ma è possibile che una persona ossessionata dal peso, voglia diventare anoressica per sua spontanea volontà?
    Grazie e cordiali saluti.

    • è molto probabile anzi in molti casi è cosi l’anoressia come disturbo psicologico è imposto dal volere ossessionato di dimagrire quindi una delle molteplici causa è lo sviluppo di insicurezza riguardo al proprio fisico

  • é possibile diventare anoressica per giudizi di altri?

    • Si, una mia amica è diventata anoressica (ora è in via di guarigione) perchè il ragazzo, per trovare un pretesto per lasciarla, gli ha detto che era grassa.

  • sicuramente.il voler diventare anoressica, è cosi forte come per persone normali desiderare qualsiasi semplice cosa……ma non sempre ci si diventa….

  • In quanto tempo si guarisce dal anoressia mentale in caso di allontanamento dai familiari?

  • ei vorrei sapere perche in seguito all’anoressia si tenta o avviene il suicidio
    vorrei saperlo al più presto
    grazie

    • la causa è nella depressione che è causata dalla mancata soddisfazione della “dieta” eseguita questo provoca il tentativo di suicidio

  • Una mia amica è diventata anoressica: si rifiuta di andare dall psicologo perchè convinta di non essere malata…cosa posso fare per aiutarla?

  • Sono una ragazza di quasi 14 anni e da circa 2 anni sono in cura al “Bambino Gesù” di Roma.A settembre di quest’anno mi avevano dimessa ,ma dopo un un pò di tempo ho ricominciatoa a non mangiare come dovevo e a perdere peso.Ho dovuto ricominciare,sempre a Roma la mia terapia,ma da li apoco sono arrivata a pesare 38 chili in confronto hai 44 che avevo preso.La dott.ssa mi ha detto che per una persona alta 1.64 non andava bene questo peso.Da qui è riniziato il mio calvario,da giugno sono successe tante cose che mi hanno molto provata,fino all’ultimo attacco di panico avuto lo scorso luglio.L’unico mio conforto era studiare e leggere non ho fatto altro che chiudermi in me.L’anoressia è un brutto mostro che nel giro di poco tempo ti porta a non sapere più chi sei.Devo ringraziare in primis i miei genitori e nonni.Inoltre spero di uscire presto da questo che potremo definire una sorta di circolo vizioso

  • si può passare direttamente da obesità ad anoressia?

  • Si può diventare anoressica senza volerlo? Senza seguire un determinata dieta per perdere peso, semplicemente perdendo la voglia di mangiare?

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