Gravidanza|2 febbraio 2016 11:18

Perché non si possono bere alcolici in gravidanza?

Bere alcolici, di qualsiasi gradazione, durante la gravidanza comporta seri rischi di salute al futuro bebè, che si traducono in danni particolarmente gravi in alcuni casi.

Nonostante ogni anno a questo tema il Ministero della Salute (in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e la Società Italiana di Alcologia) dedichi una campagna per sensibilizzare le future mamme, è stato appurato che in Italia il 50-60% delle donne in gravidanza consuma bevande alcoliche. E queste presentano una maggior frequenza di aborti, soprattutto durante il secondo trimestre di gravidanza, causati dall’azione tossica esercitata dall’alcol sul feto, anche dopo assunzione di dosi modeste.

Qualsiasi sia la quantità di alcool che assume la mamma, infatti, sia anche solo un bicchiere, arriva direttamente al bambino, in quanto attraversa senza problemi la barriera placentare. Non essendo il feto in grado di metabolizzarlo, in quanto non possiede ancora gli enzimi responsabili di questa funzione, per lui è molto tossico e può causargli danni strutturali e cognitivo-comportamentali. Inoltre, i tempi di eliminazione dell’alcol, già più lunghi nella donna rispetto all’uomo per la minore percentuale di acqua presente nel suo corpo, sono per il feto ancora più dilatati.

Nei primi mesi di gravidanza, l’alcool interferisce sui processi di moltiplicazione cellulare e, perciò, sulla crescita del feto; nel secondo trimestre, influenza la formazione degli organi e, negli ultimi mesi di gestazione, periodo nel quale si stabiliscono le connessioni tra sistema nervoso e sistema muscolare, la formazione del cervello.

Per questi motivi, e per molti altri – non esiste una dose “sicura” che possa essere assunta senza rischi – è obbligatorio bandire l’utilizzo degli alcolici, che siano vino, birra, liquori o drink leggeri.

Stesso discorso vale per chi sta cercando di avere un figlio, dal momento che le fasi più critiche della gravidanza sono proprio le prime settimane quando, molto spesso, non si sa nemmeno di essere incinta.

La manifestazione più grave dell’effetto nocivo dell’alcol assunto dalla donna in gravidanza sullo sviluppo fetale è la sindrome feto-alcolica, irreversibile e spesso progressiva. La forma più grave si manifesta con una sensibile limitazione della crescita del feto e, dopo la nascita, con una bassa statura del bambino, una circonferenza cranica più piccola della norma, un deficit intellettivo, possibili disturbi del comportamento e particolari anomalie del volto. Si registrano casi anche di cardiopatie congenite e altre malformazioni.

Leggi anche cosa fare e cosa mangiare in gravidanza.

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