Salute|13 dicembre 2011 09:42

La cardiopatia ischemica

La cardiopatia ischemica o coronarica è una malattia in cui, a seguito di una progressiva ostruzione del flusso di sangue nelle arterie coronarie, viene a mancare un adeguato rifornimento di ossigeno a una parte del cuore. Il processo che porta alla chiusura delle coronarie è l’aterosclerosi, ossia la formazione di placche ricche di lipidi all’interno delle arterie coronarie che ostacolano il passaggio di sangue.

In Italia le malattie cardiovascolari sono causa del 45-50% della mortalità globale e la cardiopatia ischemica da sola è, a sua volta, responsabile del 35% dei decessi dovuti a malattie cardiovascolari. Da nord a sud vivono circa un milione di soggetti affetti da cardiopatia ischemica nelle sue forme più tipiche (angina, infarto e morte improvvisa) e la mortalità annuale per le forme tipiche della cardiopatia ischemica si aggira tra 70.000 e 80.000 casi.

L’ischemia può avvenire in presenza di un aumento della richiesta miocardica di ossigeno (angina pectoris) o di una riduzione del flusso coronarico (infarto del miocardio). In ogni caso si viene a creare uno squilibrio tra il fabbisogno e la disponibilità di ossigeno e sostanze nutritive. Tale deficit può essere transitorio o permanente ed è in quest’ultimo caso che si verificano i danni più gravi.

Quando la progressiva diminuzione di apporto di sangue nelle coronarie è dovuta ad una occlusione, il muscolo cardiaco lavora con difficoltà e si manifesta una sintomatologia dolorosa. In tale circostanza ci troviamo di fronte a un angina pectoris, che si manifesta sotto forma di oppressione, di bruciore o di costrizione. L’angina pectoris è perciò determinata da una “transitoria” riduzione del flusso di sangue arterioso al cuore che comporta uno stato di scarsa ossigenazione del territorio di miocardio irrorato dalle coronarie, noto come ischemia miocardica. Tale evenienza si manifesta quando un vaso è parzialmente occluso da lesioni aterosclerotiche; in condizioni di riposo esse possono non ostacolare il normale funzionamento del cuore, ma sotto sforzo o stress impediscono di soddisfare completamente le richieste di ossigeno del muscolo cardiaco.

Se invece la placca aterosclerotica si rompe improvvisamente e i frammenti occludono completamente il vaso, si verifica una morte del tessuto cardiaco che va sotto il nome di infarto del miocardio.

In molti pazienti, i restringimenti dei vasi possono essere dilatati in modo da ripristinare un flusso normale ricorrendo a una tecnica particolare chiamata angioplastica. L’intervento consiste nell’inserire nell’arteria con il restringimento un piccolo catetere con un palloncino gonfiabile all’estremità. Al momento dell’inserimento il palloncino è sgonfio. Dilatato successivamente, va a premere sulle pareti del vaso allargandolo. Per evitare che il vaso vada incontro a un nuovo restringimento o addirittura a una nuova chiusura (restenosi), nell’arteria può poi essere posizionata una struttura a forma di tubicino (stent) che può essere di varie forme e materiali e ha la funzione di mantenerla aperta.

La sintomatologia della cardiopatia ischemica ha elementi comuni nelle differenti forme di presentazione, angina ed infarto: entrambi si manifestano con dolori al torace simili ad una sensazione di peso; possono essere irradiati al collo, alle spalle e agli arti superiori e talora sono accompagnati da sudorazione fredda e svenimenti. I dolori dell’angina durano solo alcuni minuti, mentre quelli dell’infarto durano assai di più e possono non passare con i farmaci che solitamente risolvono i sintomi dell’angina.

I dolori legati all’angina compaiono spesso come conseguenza di un maggior lavoro cardiaco, quale uno sforzo fisico, un intenso stress emotivo o anche più semplicemente con l’esposizione al freddo. Quando il dolore persiste per più di 5-10 minuti deve far immediatamente sospettare un infarto e quindi indurre il paziente a chiedere assistenza medica. I disturbi dell’infarto, invece, spesso possono essere localizzati a livello dello stomaco, simili a quelli di una indigestione per la comparsa di nausea e vomito.

I fattori di rischio che predispongono all’insorgenza di questa malattia, e che possono essere ridotti con uno stile di vita adeguato, sono i valori di colesterolo superiori alla norma, l’ipertensione arteriosa, il fumo di sigaretta, il diabete, lo stress e la vita sedentaria. Anche la familiarità, il progredire dell’età e il sesso maschile sono considerati importanti fattori di rischio, ma questi, naturalmente, non sono suscettibili di modificazioni.

Quando si sospetta una cardiopatia ischemica i primi accertamenti diagnostici sono l’elettrocardiogramma basale o sotto sforzo, la scintigrafia miocardica e la coronarografia.

  • L’elettrocardiogramma basale, nel paziente asintomatico, non sempre evidenzia un’ischemia, perciò è opportuno effettuare un elettrocardiogramma sotto sforzo che, facendo aumentare i battiti cardiaci e di conseguenza il consumo di ossigeno, fa emergere eventuali problematiche nascoste.
  • La scintigrafia miocardica consiste, invece, nell’iniettare per via endovenosa, al culmine dello sforzo fisico, una sostanza che evidenzierà le zone ischemiche del cuore.
  • La coronarografia, infine, è l’esame più indicato per studiare la gravità della malattia coronarica. Esso consiste nell’introdurre attraverso un’arteria periferica, dopo anestesia locale, una serie di cateteri che vengono sospinti fino al punto di origine delle coronarie. Qui viene iniettato un mezzo di contrasto e si registra un filmato che evidenzia con precisione la gravità e la localizzazione del restringimenti coronarici.
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15 Commenti

  • E POSSIBILE CHE IL MEDICO SBAGLI L ESITO DELLA CORONOGRAFIA?

  • tutto è possibile

  • Si se la fa un ortopedico si

  • qual’è l’ospedale , in Italia , all’avanguardia per la chirurgia del cuore ?
    E’ urgente , grazie

  • Ospedale civile Mazzini di Teramo (Abruzzo) e’ il primo al livello nazionale, per quanto riguarda il cuore!

    • ; ospedale carlo poma-mantova. E il primo al nivello nazionale per cuore.sono operato il 27 05 2013

  • Sono in attesa di effettuare la coronografia sono allergica ai farmaci, mi è stata diagnosticata una lieve ischemia, ma i sintomi dono cambiati nel giro didiciotto mesi qusli pericoli corro?

  • Ospedale Molinette di Torino – Reparto del Dott. Marra

  • Lugano Cardiocentro, Ticino Svizzera

  • Per me il migliore ospedale è il Policlinico di S.Donato
    dove opera il dott.MENICANTI,per la mia esperienza
    è il migliore.

  • Sono stato ricoverato d’urgenza al San Giovanni di Roma per quella che poi si è rilevata una cardiopatia ischemica (angina instabile), medici PS ed i medici che mi hanno poi seguito nel decorso dalla terapia intensiva all’uscita, insieme a tutto il personale infermieristico, sono stati eccezionali.
    Consiglio vivamente per chi è a Roma ed ha problemi di questo tipo. Per fortuna non ho altre esperienze di ospedali italiani o esteri per cardiopatie…

  • Vi consiglio caldamente l’ospedale di Parma, dove opera l’equipe del Dott.Pugliese.

Commenti

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