Interviste|26 gennaio 2012 10:53

La cura delle patologie della colonna vertebrale

Il dottor Giovanni Bersi, specialistista in patologia della colonna vertebrale, affronta le principali patologie vertebrali, suggerisce come prevenirle e curarle e affronta la delicata questione di come e quando intervenire chirurgicamente.

Quali sono le principali patologie che interessano la colonna vertebrale?
Quando si parla di patologie vertebrali bisogna fare una differenziazione fondamentale in due grandi capitoli: patologie meccanico-degenerative e patologie che si manifestano con dolore e limitazione funzionale vertebrale. La patologia meccanico-degenerativa, il cosiddetto dolore vertebrale aspecifico che comprende la stragrande maggioranza dei dolori vertebrali, include il mal di schiena più comune. Sono i disturbi che più frequentemente portano un paziente a sentire il medico. Sotto questa etichetta bisogna porre una serie di espressioni patologiche: la discopatia degenerativa, l’artrosi inter-apofisaria, le ernie discali, le spondilolistesi degenerative e le spondilolistesi da lisi istmica, la stenosi del canale, l’instabilità degenerativa segmentaria e la scoliosi degenerativa evolutiva. Queste sono le espressioni patologiche più comuni che interessano la colonna vertebrale. E’ d’obbligo però precisare subito che non è scontato il nesso di causalità tra una o più delle alterazioni patologiche citate sopra e il quadro clinico di un determinato paziente.
In effetti proprio qui sta la grande differenza tra la patologia della colonna vertebrale e tutte le altre patologie osteo-articolari.

Può farci un esempio?
Se vedo un paziente che ha la coxartrosi o la gonartrosi, con dolore e impedimento crescente a camminare, non ci sono difficoltà a stabilire se esiste o meno correlazione tra il dato clinico e quello strumentale (radiografia, TAC, Risonanza Magnetica). Risulterà quindi semplice e inevitabile porre l’indicazione chirurgica di artroprotesi. Al contrario, nel dolore vertebrale di tipo meccanico-aspecifico ci sono tre aspetti che richiedono una adeguata riflessione e valutazione diagnostica libera da settorialismi, competente e in funzione esclusiva del paziente:

  • Deve esserci una correlazione vera tra una determina alterazione riscontrata strumentalmente e il quadro clinico di quel determinato paziente.
  • Molte patologie vertebrali che possono essere trattate chirurgicamente hanno una tendenza a guarire spontaneamente. Questo destino naturale verso la guarigione è un fatto assodato. Ne deriva che patologie come l’ernia discale, l’instabilità segmentaria, impongono una riflessione diagnostico-terapeutica che valuti il presente ma vanno interpretate anche in proiezione futura.
  • Nel dolore vertebrale bisogna sempre tener conto del versante psicoaffettivo della personalità del paziente, poiché c’è una con causalità più o meno rilevante che si aggiunge a quella meccanica.

Questi tre aspetti vanno sempre considerati, in particolare quando si deve porre una indicazione chirurgica. In effetti, un ingresso chirurgico nel canale vertebrale non strettamente motivato o una fusione vertebrale in assenza di una vera instabilità segmentaria, non miglioreranno il quadro clinico del paziente. Ovviamente su questi tre aspetti ci sarebbero da dire molte cose e fare molte considerazioni, ma non è questo lo spazio e il momento giusto.

Riguardo, invece, le patologie che si manifestano con dolore e limitazione funzionale vertebrale?
Rientrano in queste le patologie flogistiche sistemiche (comprese quelle autoimmuni), i tumori primitivi e metastatici, le fratture, le patologie neurodegenerative e la sindrome fibromialgica.

Quali  le patologie per le quali più spesso i pazienti si rivolgono a lei?
Quelle del primo gruppo che ho elencato sopra, che possiamo raccogliere nel grande capitolo del dolore vertebrale aspecifico. Devo però dire che vedo anche molti pazienti, più al femminile, che appartengono al secondo gruppo, con fratture vertebrali su base osteoporotica. Questo è un argomento importante che però meriterebbe uno spazio dedicato per poterne parlare in maniera sufficientemente esaustiva.

Prevenzione primaria o secondaria nei problemi vertebrali. In cosa consiste?
Per prevenzione primaria si intende quella serie di provvedimenti che servono ad evitare l’insorgenza di una determinata patologia. La prevenzione secondaria riguarda, invece, i provvedimenti da prendere per evitare la recidiva della patologia. Nel caso del dolore vertebrale aspecifico la prevenzione è importantissima, ma di fatto non le viene dato il giusto spazio e la giusta importanza. Soprattutto, manca il coinvolgimento del paziente. Nella patologia meccanico-degenerativa della colonna vertebrale, dall’ernia discale alla stenosi del canale fino alla scoliosi degenerativa evolutiva, è essenziale una corretta prevenzione attiva. Se questa venisse realizzata veramente si eviterebbero moltissime soluzioni chirurgiche.

Perché allora non viene attuata?
Il problema è il seguente: non si può realizzare alcuna prevenzione attiva nei riguardi del dolore vertebrale aspecifico se non si realizza un adeguato coinvolgimento attraverso un dialogo/istruzione verso il protagonista vero, che è il paziente. Deve finire il suo ruolo di protagonista passivo per diventare un ruolo attivo, consapevole, efficace. Per arrivare a ciò bisogna che tutti noi che si occupiamo di colonna vertebrale, poniamo il paziente al centro. Porre il paziente al centro significa:

  • Studiarlo con la adeguata competenza (presupposto irrinunciabile).
  • Abbandonare ogni settorialismo e fare la scelta terapeutica in funzione della multifattorialità dell’origine del dolore vertebrale e nell’esclusivo interesse del paziente.
  • Spiegargli quale deve essere il percorso riabilitativo attivo.
  • Dedicargli più tempo. La visita ad un paziente con dolore vertebrale non può esaurirsi in un quarto d’ora.

Lombalgia e lombosciatalgia. Quanto lo stile di vita influisce su queste patologie?
Premesso che quando usiamo questi due termini lombalgia e lombosciatalgia, si fa riferimento a due manifestazioni cliniche il cui meccanismo di insorgenza non è scontato. Le patologie che le possono determinare sono variabilissime. In effetti, sono due termini che esprimono un sintomo e non l’identificazione di una causa. La causa può essere meccanica (conflitto a livello discale, stenosi relativa del canale o dei forami di coniugazione, instabilità segmentaria, sofferenza delle articolazioni inter-apofisarie ecc.), ma anche puramente o prevalentemente flogistica a carico di una radice nervosa. C’è anche da osservare che la “sciatica” nella popolazione femminile, nel 20% dei casi non ha un’origine vertebrale, ma nasce da un disagio meccanico-flogistico della sacro-iliaca. Per quanto riguarda l’influenza dello stile di vita sui nostri malesseri lombari e lombo-pelvici, devo dire che certamente sono importanti. Nella nostra vita quotidiana di occidentali moderni ci sono diversi aspetti che non vanno d’accordo con le esigenze biomeccaniche della nostra colonna vertebrale. Ne posso accennare alcune:

  • Stiamo troppo seduti: in posizione seduta la pressione intradiscale è maggiore rispetto alla verticalità, perché minore è la partecipazione dei muscoli stabilizzatori profondi e intermedi. Inoltre si perde più facilmente il controllo posturale e diventerà una perdita cronica e non consapevole.
  • Non sappiamo stare accosciati durante il lavoro e durante il riposo: questo è un assetto di riposo e di sicurezza per la colonna vertebrale.
  • Il nostro modo di vivere ci porta a perdere precocemente il controllo sui muscoli stabilizzatori profondi (trasverso dell’addome e multifido lombare).
  • Se restiamo nell’ambito del dolore meccanico-aspecifico, alla base di ogni manifestazione lombalgica e lombosciatalgica c’è una condizione di instabilità di uno o più segmenti lombari. L’instabilità segmentaria, secondo il mio modo di valutare l’origine dei nostri mal di schiena, è il substrato patomeccanico costante delle manifestazioni cliniche vertebrali del “bipede barcollante”, che è l’essere umano. Su questo tema dovrebbe girare la prevenzione attiva primaria o secondaria che sia. E’ auspicabile che la prevenzione primaria diventi una realtà. A questo argomento è dedicato il libro pubblicato nel 2009 e rivolto soprattutto al paziente e alla proposta  di acquisire gli automatismi necessari per non entrare nella condizione di instabilità sia segmentaria, sia del  sistema dorso-lombo-pelvico.

La cervicalgia interessa sempre più persone. Quali sono le cause e come contrastarla?
La colonna cervicale è un settore della colonna vertebrale umana che ha degli aspetti anatomo-funzionali, biomeccanici e dei ruoli particolari, che la differenziano nettamente dalla colonna dorsale e lombare. Ne cito alcuni:

  • E’ costituita da sette vertebre. Due di esse hanno una conformazione anatomica che si differenzia da tutte le altre: mi riferisco all’atlante (prima vertebra cervicale) e all’epistrofeo (seconda vertebra cervicale). E’ particolarissimo anche il raccordo intervertebrale tra queste due prime vertebre cervicali, così come il raccordo tra atlante e cranio. In effetti il rapporto segmentario tra testa e atlante e tra atlante ed epistrofeo è sicuramente il più complesso del nostro corpo; è complesso il rapporto articolare (inter-apofisario) e altrettanto complesso il rapporto muscolare e legamentoso.
  • Alla colonna cervicale e alla cerniera cervico-occipitale competono ruoli importantissimi, tra questi anche la necessità di attuare i compensi posturali e il ristabilimento dell’appiombo compromesso dai nostri assetti a livello lombare e dorsale imposti dalla vita quotidiana (attività lavorativa, sportiva).
  • A livello cervicale, più che altrove, si fa sentire tutto ciò che avviene sul nostro versante psico-affettivo.

La patologia degenerativa segmentaria, compresa l’ernia discale, è un evento assai frequente nella colonna cervicale. A questo proposito, noi che viviamo l’epoca della Risonanza Magnetica (RM, n.d.R.), della TAC, sappiamo che è frequentissimo trovare delle discopatie degenerative anche in soggetti giovani. I dati statistici non mancano: secondo quanto risulta da più studi è confermato che il 30-40% di soggetti asintomatici, adulti, alla RM della colonna cervicale, evidenziano una o più ernie discali.  Questa ultima affermazione, indiscutibile, pone in risalto un nettissimo, apparente, contrasto con i risultati che Schmorl e Junghans pubblicarono nel 1932. La rilettura di questo libro oggi consente di cogliere un contrasto nettissimo tra quanto i due autori affermano e le nostre conoscenze attuali.

Nello specifico, in cosa consiste questo contrasto?
Questi due autori studiarono la colonna vertebrale di un grande numero di cadaveri, mediante la dissezione anatomo-patologica e la radiografia. A proposito delle ernie discali affermano che sono state identificate con assoluta prevalenza a livello lombare, da L3 al sacro, e che a livello cervicale il riscontro di ernie discali fu pari a quello della colonna dorsale, cioè molto poche. Al contrario, la RM cervicale ci suggerisce che l’ernia è un evento usuale a carico dei segmenti cervicali, che accompagna molto frequentemente il processo involutivo del disco. Proprio questo contrasto dobbiamo considerarlo una lezione postuma dei due grandi autori. La spiegazione della divergenza è la seguente: Schmorl e Junghans studiarono delle colonne vetebrali di cadavere, con età media di 65-70 anni;  trovarono pochissime ernie discali, poiché ormai si erano riassorbite. C’è dunque concordanza tra i dati strumentali nostri e i riscontri di Schmorl e Junghans. In sostanza, il suggerimento è il seguente: le ernie accompagnano il processo degenerativo del disco cervicale; con il tempo si realizza un progressivo riassorbimento del disco e del materiale erniato, fino alla sua sparizione e alla saldatura intersomatica (osteofiti margino-somatici).

Conclusioni?
Bisogna dunque imparare a gestire, ancora una volta, la fase più o meno lunga dell’instabilità che deriva dal processo degenerativo del disco, si potrà così anche evitare che si arrivi all’ernia conclamata, alla progressiva stenosi del canale, alla mielopatia spondilo- genetica. Considero essenziale la gestione attiva della fase nella quale c’è instabilità degenerativa segmentaria. Per arrivare a ciò bisogna indicare al paziente il cammino e arrivare a renderlo autonomo, in grado di autogestirsi.

Quando solitamente consiglia ai suoi pazienti l’intervento chirurgico?
Nel decidere il cammino terapeutico nell’ernia discale lombare, dorsale, cervicale, mi regolo tenendo conto di alcuni dati che ritengo importantissimi:

  • L’ernia discale ha un destino naturale verso il riassorbimento. Bisogna favorire questo processo. Non si possono stabilire i tempi con precisione: a volte questo processo avviene in tempi relativamente brevi (mesi), altre volte i tempi sono più lunghi.
  • L’ernia discale è figlia della instabilità degenerativa del disco. L’intervento chirurgico di discectomia a cielo aperto elimina la compressione, ma ha due effetti negativi: incrementa l’instabilità segmentaria e provoca una fibrosi cicatriziale post-chirurgica che può essere causa di insuccesso.

Tenendo conto di quanto espresso sopra, l’intervento è giustificato quando fallisce un corretto iter terapeutico conservativo ed esiste una giusta correlazione tra il dato strumentale e il quadro clinico. Le condizioni cliniche che impongono l’intervento chirurgico  con sollecitudine sono:

  • A livello lombare: quando l’effetto compressivo dell’ernia determina una compromissione nel controllo degli sfinteri (ritenzione vescicale), o un deficit sensitivo-motorio elevato agli arti inferiori, correlabile all’ernia discale.
  • A livello cervicale: quando si complica con una sofferenza midollare; o nel caso di deficit sensitivo-motorio elevato mono- o pluriradicolare, insensibile alla terapia e ben correlabile con la compressione da ernia discale.

In cosa consiste, invece, la fase conservativa?
Nella fase terapeutica conservativa seguo questa linea:

  • Bisogna riuscire a porre il paziente in una condizione di non dolore.
  • Il paziente va rasserenato e aiutato a interpretare nella giusta maniera questa patologia.
  • Contemporaneamente bisogna stimolarlo ad apprendere gli automatismi necessari per gestire attivamente e autonomamente la stabilità segmentaria.
  • In attesa che apprenda gli automatismi, bisogna garantire la messa a riposo dei segmenti lombari utilizzando un bustino elastico, armato, chiusura con un’unica banda di velcro.
  • Impiego della peridurale per facilitare il raggiungimento di una condizione di non dolore. La considero una tappa obbligatoria, prima di intraprendere la soluzione chirurgica.

In cosa consiste la terapia chirurgica percutanea?
Nel 1978 applicai in Italia la prima metodica percutanea. Si trattava di una iniezione nel disco di un enzima di estrazione dal lattice di una pianta: la carica papaya. Il nome dell’enzima proteolitico è chimopapaina. Nel 1980 pubblicai a cura delle Edizioni libreria Cortina di Torino un libro dal titolo “La chemonucleolisi nell’ernia discale lombare”. Questa si può considerare la prima metodica percutanea nel trattamento dell’ernia discale. Ancora oggi la considero la più efficace tra le metodiche percutanee sotto il profilo dell’abolizione dell’ernia. Per attuarla si impone un possesso assoluto della tecnica di accesso al disco per via laterale. In effetti, se la chimopapaina penetra nel liquor esprime tutta la sua neurotossicità. Tutte le metodiche percutanee successive sono comunque derivate dalla chemonucleolisi con chimopapaina, nel senso che la tecnica di accesso al disco è rimasta quella postero-laterale che si è usata con la prima esperienza percutanea.
La terapia chirurgica percutanea, a differenza di quella a cielo aperto, ha il vantaggio che non attraversa il canale vertebrale e non lascia tessuto cicatriziale nello spazio peridurale. Nello stesso tempo non ha un effetto destabilizzante come gli interventi a cielo aperto. Bisogna però dire il limite della chirurgia percutanea: non tutte le ernie si prestano ad essere efficacemente asportate, anche se si utilizza la tecnica percutanea endoscopica.

Perché nel suo libro “La prevenzione attiva del dolore lombare” definisce il dolore lombare il paradosso del XX  e XXI secolo?
Considero paradossale la situazione attuale per diversi motivi:

  • C’è una pletora di proposte terapeutiche chirurgiche e non; c’è stato un affinamento degli strumenti diagnostici (RM e TAC).
  • Sul piano dei risultati e sotto il profilo epidemiologico non si è fatto alcun passo avanti.
  • C’è un incremento dei costi, favorito da un interventismo chirurgico eccessivo.
  • Si fanno discorsi, abbastanza inquietanti, sulla prevenzione chirurgica per esempio nei riguardi dell’instabilità segmentaria: significa che per una patologia con un destino naturale verso la guarigione si propongono soluzioni chirurgiche per evitare un eventuale, possibile peggioramento futuro. Questo avviene ignorando la vera prevenzione, quella che impone la partecipazione attiva del paziente.
  • Si continua a confinare il paziente lombalgico ad un ruolo passivo, “prigioniero” delle varie, contrastanti e frustranti proposte terapeutiche, che gli vengono rivolte; strettamente correlate non al trattamento ottimale, ma al tipo di attività di chi prende in considerazione il problema.

Nel 2010 Deyo et altri hanno pubblicato su JAMA i risultati di una ricerca con il titolo: “Trends, major medical complications, and charges associated with surgery for lumbar stenosis in older adults”. Gli autori hanno evidenziato e documentato l’impennata degli interventi chirurgici spinali complessi di fusione/stabilizzazione plurisegmentaria (incremento di 15 volte). Si è innalzata la percentuale di complicanze importanti, di rientri in ospedale, di mortalità. In pochi anni le spese ospedaliere sono aumentate del 40%. Lo stesso autore in base a questa ricerca indica le motivazioni che hanno concorso all’impressionante aumento numerico degli interventi chirurgici spinali complessi, che riporto qui di seguito:

  • Ruolo eccessivo del marketing industriale.
  • Influenza troppo rilevante degli opinion leaders nel campo della chirurgia vertebrale.
  • La convinzione di certi chirurghi vertebrali che le procedure più aggressive portino a risultati migliori.
  • Il desiderio di appartenere all’avanguardia innovativa della chirurgia vertebrale.
  • La convinzione che i miglioramenti della tecnica chirurgica spinale e delle cure correlate di supporto (tecniche anestesiologiche ecc.), siano in grado di controbilanciare l’aumento dei rischi collegati alle procedure più invasive.
  • Incentivi finanziari a favore sia dei chirurghi che degli ospedali.

Riferimenti:
Dottor Giovanni Bersi
Chirurgia Spinale Minimamente Invasiva, Patologia della Colonna Vertebrale
Studio Privato Pietra Ligure: Via XXV Aprile 129 - Tel. e Fax 019 628585 – 019 610747
Studio Privato Sanremo: Via Lamarmora 14 - Tel. e Fax 0184 575157
Sito: www.giovannibersi.com

Leggi anche l’articolo sui sintomi della cervicale.

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64 Commenti

  • buona sera sono fabiana ho 32 anni e credo di avere problemi alla cervicale perche riscontro tutti i sintomi descritti . negli ultimi tempi sono diventati insopportabili al punto tale che sto male vorrei un consiglio dove posso rivolgermi visto che ho fatto vari tentativi ma nessuno mi da una buona terapia da donarmi quella serenità che una volta avevo vi ringrazio e aspetto vostre notizie grazie.

    • ciao fabiana , io dopo un sacco di tentativi ne sono venuto fuori grazie al mio dentista, si he accorto k masticav inconsciamente e m ha fatto un apparecchietto da tenenere di notte per un po cosi e andato tutto a posto . spero ti sia di aiuto

  • buona sera volevo esporle il mio problema soffro di artrosi ho sempre dolori alla schiena .ho fatto tanta fisioterapia ma senza risultato .ora sn alcune settimane ke ho dei dolori al fianco destro ke mi prende anke le costole davanti mi può dire se è 1 cs da preokkuparmi ?????????ho fatto anke ecografia completa dell addome sup e inf cn esiti neg lo fatto a gennaio 2012 pensa ke lo dv ripetere ??????? vi ringrazio e aspett 1 rispos.. sn 1 persona molto ansiosa grz ancora …..

  • mi si addormentano , la notte gli arti superiori, si informicolano e nn ho forza ….. cos e’?… mi vengono dei mal di testa a un lato della testa… qualcuno mi puo’ chiarire cos e?

  • dolore al ginocchio, a giorni alterni, solo da posizione impiedi… discontinuo fastidio, bruciore allarto inferiore, uno solo …, cos ho? grz

  • mi è stato diagnosticata da una radiografia alla testa “presenza di un anello di kummerle” che cos’è

  • salve sono maria ho 51 anni soffro di cervicale ho sempre un cerchio alla testa ho tutti i fenomeni elencati per deturre che sia cervicale quale cura e quale specialista dovrei rivolgermi per una cura idonea visto che quella attuata non ha avuto effetto mi gira la testa ad alzarmi dal letto e ho dolori al collo e a tutti gli arti superiori non so che fare mi puo aiutare saluti da napoli

  • buon giorno oggi ho saputo una brutta notizia da mio figlio Luca di 35 anni le hanno diagnosticato con risonanza magnetica che ha il crollo delle ultime 2 vertebre in basso e rischia di diventare parapletico con il 50 x 100 che l’operazione possa riuscire. potrebbe darmi delle informazioni piu’ chiare? grazie! sono una mamma preoccupata, la prego mi aiuti!

  • buona sera vorrei vorrei delle risposte se e possibile gentilmente.io credo che e da molto tempo che soffrivo di cervicale pero no o mai dato importanza a parte che il lavoro che faccio autista questa estate dato che avevo perso il l’avoro andai a un centro spiegai il mio problema ad un medico lui mi diete dei l’aser da fare nel centro co dei medicinali ma no o mai con cluso niente andai a fare l’isoranza magnetica e mi dissero che avevo l’ernia cervicale ma da quando o fatto quei l’aser il dolore e aumentato prima con una bustina di oki mi passava adesso mi fa male sempre proprio dietro la testa mi puo dare un consiglio dato che dove abito io in prov di napoli ce ne stanno poki di medici

  • io invece

  • Buongiorno a tutti,

    scrivo queste righe per chiarire un punto importante in merito ai problemi di mal di schiena: è praticamente impossibile per chiunque fare una diagnosi o una valutazione accurata attraverso il web.

    La valutazione e la diagnosi di un paziente, infatti, sono atti delicati che prevedono l’analisi di molte componenti differenti (esame fisico, psicologico, posturale, analisi delle abitudini quotidiane e lavorative, eccetera).

    E’ molto difficile, quasi impossibile direi, formulare un’ipotesi precisa sulle cause del mal di schiena attraverso lo schermo del computer.

    Il mio consiglio è di rivolgersi al proprio medico di famiglia che saprà sicuramente aiutarvi e, nel caso lo ritenga necessario, indirizzarvi dal più competente specialista in materia.

    Tengo a precisare che il mal di schiena e il dolore cervicale non sono problemi irrisolvibili ma necessitano, però, di un approccio globale alla persona.

    Non si può pretendere, ad esempio, che una seduta di fisioterapia ci “rimetta in sesto”. Al contrario c’è bisogno del costante impegno nel tempo del paziente, il quale dovrà imparare a comportarsi e muoversi in maniera coerente con il proprio problema.

    Cordiali saluti,

    Dott. Giacomo Bellotti

  • buona sera
    3 mesi fa dopo una brutta caduta mi sono rotta la l4 non riscontrato subito al pronto soccorso, ma dopo una settimana con una rm a mie spese. porto un corsetto appunto da 3 mesi ma l’ematoma formatosi non e ancora sparito, non posso prendere antiinfiammatori per problemi di reni. Vorrei proprio un aiuto un consiglio dove posso rivolgermi. ringrazio

  • buongiorno,
    desideravo sapere se c’è relazione tra cervicale ed emicrania con aura.

  • salve ho 41 anni dopo aver fatto negli anni passati delle lastre mi è stato detto di avere la cervicale girata al contrario è possibile come è successo e soffro di forti dolori e formicolii dietro il collo cosa fare grazie

  • Salve sono massimo, ho 45 anni e ho delle notevoli degenerazioni con bulging discale della colonna cervicale.ho dolori AL COLLO E ALLE SPALLE DALLA MATTINA ALLA SERA E NON SO PIU’COSA FARE.HO SENTITO PARLARE D’INIEZIONI DI CARTILAGINE.GRAZIE

  • salve mi chiamo Francesco ho 37 anni mi sono trasferito al nord dell’inghilterra da circa 4 mesi in italia dormivo su un materasso in lattice qui invece all’inizio dormivo su uno scandalosissimo materasso a molle che sono convinto mi abbia causato il problema, praticamente accuso dei forti bruciori o “punture” dietro il collo leggermente sulla destra non appena mi sporgo in avanti e tendo il braccio destro in avanti e cerco di afferrare un oggetto, ci sono creme pomate o qualche trattamento che potrei fare per eliminare questo assillante dolore? grazie…

  • Buongiorno, mi sono state diagnosticate due ernie cervicali schiacciamento vertebrale e curvatura del collo errata ( mi scuso per i termini non propriamente medici ) sono affetta da fibromialgia . Ho sempre dolore ora con giramenti di testa e cefalea cronica quotidiana da 30 anni , ho qualche speranza mi consiglia qualcosa !!!!

  • ho delle scosse elettriche alla schiena e dopo faccio fatica a muovermi che analisi devo fare

  • buongiorno soffro di cervicale con dolore che si irradia lungo le braccia faticando addirittura a sollevare un bottiglia d’acqua ho anche eseguito l’esame per escludere che fosse il tunnel del carpale e’ un mese a questa parte che sento un bruciore sulla scapola destra ho fatto un TAC con contrasto perché ho avuto un inizio di polmonite ed è risultato un focolaio sul lato sinistro mentre sul lato destro dove io sento il bruciore non ha evidenziato niente . il medico mi ha detto che la causa di questo bruciore potrebbe essere la cervicale .ha chi potrei rivolgermi realmente competente del mio caso perché ciò è molto fastidioso . io abito ad ASTI

  • Sono stata operata nel 2007 anno del mio decesso per una stabilizzazione L5 S1 con una gabbietta,non pretendevo mai di poter saltare ma nemmeno di peggiorare,sono portatrice di un pace maker midollare che a livello lombare non prende un canale,vorrei poter scrivere in un momento di lucidità mi sembra un estrinsecazione di un dramma umano la mia storia ma non è un pensiero è pura verità,terapie contro terapie,pareri contro pareri ortopedici e terapisti antalgici,IL CONTO CORRENTE SVUOTATO!!!!!!!!! e se guardo di fronte a me,non vedo nessuna speranza,solo gli anni più belli della mia vita rovinati!!!!!!!!!!!!!!! ho provato anche il psichiatra ma il dolore sempre mi accompagna,sono sfiduciata a dover non avere più fiducia della medicina e tanto meno di qualsiasi medico,mi sembra assurdo soffrire per un dolore costante che non lascia respirare,vorrei trovare la forza di lottare,non voglio guardare gli altri fare quello che facevo prima dell’intervento…CAMMINARE ,passeggiare,ridere e vivere con dignità……………

    • Anche a me é stato proposto un intervento di stabilizzazione per una Retrolistesi di L5…ho tanto dolore el la mia vita é diventata impossibile..i tentativi con farmaci,terapie, perdurali, infiltrazioni, osteopatia, ablazione di una protusione L5 S1 e pellegrinaggi da vari medici non hanno finora sortito nessun miglioramento…l’ultimo parere è stata la stabilizzazione…Vorrei chiedenti dove lo hai fatto tu e per quale problema ti era stato suggerito… Ti ringrazio anticipatamente….e ti capisco pienamente. Coraggio dobbiamo farcela ad uscire da questo tunnel di sofferenza….

    • maria luisa 4aprile

    • Prova a contattare il prof Fornari a Milano opera all Umanitas nel pubblico e alla Madonnina nel privato

  • Da settimane ho l’alluce e il mignolo delle due mani con formicolii e non ho forza nelle braccia.soffro di continui mal di testa e non riesco s dormire bene la notte anzi mi sveglio piu stanco di quando sono andato a dormire.Dottore crede che questa possa essere cervicale?cosa devo fare?la ringrazio per qualsiasi aiuto lei mi possa dare.

  • forse avete bisogno di un chiropratico? di una rieducazione emozionale, di pensiero? di studiare un sistema corretto di alimentazione? di scoprire se siete intossicati dal mercurio? avete amalgame scure in bocca? mangiate tanto pesce? nella vostra vita vi siete fatti vaccinare?

  • Esame eseguito in condizioni di base, con sequenze TSE T1 e T2 pesate, STIR sul piano sagittale e assiale
    L’ indagine RM documenta la presenza di severo quadro di spondilo-disco-artrosi ed artrosi peduncolo-apofisaria del tratto di colonna esaminato. I dischi intersomatici compresi tra L3 ed L4 appaiono ipointensi in rapporto a fenomeni di disidratazione. Iperintensità nella sequenze a lungo TE , a livello della spongiosa subcondrale delle limitanti somatiche contrapposte di L2 ed L3, come da fenomeni spondilosici.
    Fenomeni di degenerazione adiposa a carico della spongiosa subcondrale delle limitanti somatiche superiore di L2, reattivi alla presenza di ernia intraspongiosa.
    Marcata protusione del disco interposto tra D12-L1.
    In L1-L2 ernia discale mediana-paramediana sn con impegno intraforaminale; coesiste ipertrofia delle faccette articolari .
    In L2-L3 marcata protusione discale con ipertofia delle faccette articolari .
    In L3-L4 bulging discale.
    In L4-L5 protusione discale postero-mediana con riduzione d’ampiezza dello speco vertebrale per fenonemeni artrosici acquisiti.
    In L5-S1 minimo bulging discale; il processo articolare laterale dx presenta severi fenomeni degenerativi con versamento intrarticolare ed iperintensità del peduncolo. Tale versamento scende caudalmente con aspetto filiforme sino ad assumer morfologia tondeggiante in corrispondenza del muscolo paraspinale posteriore dx; coesiste alterazione di segnale perilesionale.
    Speco vertebrale nei limiti di calibro nel tratto esaminato.
    Non si documentano alterazioni di segnale dell’ estremità distale del cono midollare, nè alterazioni di segnale della cauda, nelle sole condizioni di base.
    Ho anni 74 e sofferenze da morire.
    Mi hanno consigliato un intervento mini invasivo alla colonna.
    Domanda: posso sperare in un miglioramento ???????
    Caltagirone addì 9 giugno 2013
    Grazie
    Maria Tropea

  • buongiorno chiedo gentilmente un consiglio ,soffro di artrosi cervicale con cefalea muscolo tensiva mi è stata consigliata un ciclo di ago puntura ,potrei avere dei benefici? grazie

  • salve dottore io ho 3 vertebbre schiacciate alla schiena dovute al lavoro che fuoriescono 2 ernie che comprimono sui nervi sia dx che sx della schiena, uktimamente sono stato fermo per circa 2 mesi facento antinfiammatori, fisioterapia ed palestra riabbilitativa. semprava tutto ok da un’anno a questa parte e andato tutto ok, adesso si e rimanifestato il dolore che mi fa caminare con la schiena di lato , non posso stare al letto allungato e nemmeno in piedi per tanto tempo. gentilmente mi potrebbe aiutare . i miei piu sentiti ringraziamenti

  • dabiagi mario
    ho difficoltà a mantenere l’equilibrio poichè ho la sensazione di dondolare ho fatto già alcune visite nonchè esami le cure finora eseguite non hanno avuto alcun risultato .può darmi una spiegazione? la ringrazio

  • Salve, mio nonno ha 79 anni, è cardiopatico, è affetto da coxoartrosi alle gambe ed ultimamente, in seguito a più cadute ha una costola inclinata che gli provoca un dolore allucinante: i farmaci non hanno più effetto ed in più gli provoca altri scompensi.Mi può dare qualche consiglio per favore? non riesco più a vederlo soffrire così tanto. Gli hanno consigliato un busto; mi può consigliare altro?Grazie in anticipo Maria Teresa

  • caro dott.re abito a Genova, ho 75 anni e terribili dolori alla colonna v.(vado avanti a punture di voltaren) Ho un marito a letto da due anni e, essendo sola, ho necessità di essere operativa. Anni or sono ho fatto una brutta caduta sugli sci e la pago da tutta una vita!recentemente ho fatto le radiografie e le trasmetto l’esito:
    modica scoliosi a doppia curva – spondilaortrosi diffusae accentuata nel passagioD.L. e in sede lombare medio inferiore, discopatie multiple, più marcate da DL11 a L1 livello L3 L4 – cifosi D.L.- modico schiacciamento somatico cuneiforme di DL e avvallamento della limitante superiore del corpo di L.1 verosimilmeteda pregresso trauma
    Mi può dare gentilmenteun consiglio circa il tipo di medico e quali cure tentare? le sarò eternamentegrata

  • Buongiorno Dottore, a mia madre gli prendono crampi e
    formicolii dalla punta delle dita del piede sino tutta la gamba
    dalla RM gli è stato riscontrato una metastasi in corrispondenza
    del D8 che le comprime il midollo sino a non poter camminare.
    Ci è stato detto che l’unica soluzione è l’operazione,eliminando
    la metastasi potrà tornare ha camminare ed avere equilibrio.
    Grazie.

  • Salve a me succede ke o mal di testa da impazzire, vomito,dolor di skiena forte di okki e tanto altro

  • ciao

  • forte nausea e vomito cosa mi suggerisce di fare

  • Salve a me succede di avere il collo abbastanza contratto dolore agli arti superiori e alle mani, ho difficolta’nei movimenti mi si irrigidiscono a chi devo rivolgermi ad un reumatologo(ho fatto il reumatest risultato negativo)o ad un ortopedico…premetto che quindici anni fa’ ho avuto un colpo di frusta,sei anni fa’ho fatto una risonanza c’e'una verticalizzazione a causa del colpo di frusta cosa mi suggerisce di fare?

    • Buongiorno Santina,

      i sintomi da Lei descritti possono essere causati da numerosi fattori, di qui il consiglio di rivolgersi ad un ortopedico o un medico fisiatra.

      A seconda di quanto le diranno sarà possibile decidere quale direzione prendere e quali cure effettuare.

      Cordiali saluti,

      Dott. Giacomo Bellotti

  • Buonasera Dottore,

    Alla fine di Maggio mi sono sottoposta ad un’intervento di microchirurgico per un’ernia a livello L5-S1 (intralegamentosa che comprimeva estrinsecamente la faccia anteriore del sacco durale).
    Ora ho fatto rifatto la risonanza siccome i miei dolori lombari sono ricomparsi e ogni giorno aumenta il dolore e il fastidio.
    RM: “A livello dello spazio intersomatico L4-L5 si evidenzia diffusa e uniforme protrusione d ampio raggio del disco intervertebrale con conseguente compressione estrinseca della faccia anteriore del sacco durale e impegno marginale dei fori di coniugazione senza documentabili preferenze di lato.
    A livello dello spazio intersomatico L5-S1 si evidenziano esiti di pregresso intervento neurochirurgico per exeresi di ernia discale paramediana-laterale intraforaminale dx con rilievo di tessuto fibrotico-cicatriziale che s estende dalla sede della suddetta ernia nel contesto del disco intervertebrale fino ad impegnare il canale vertebrale interponendosi tra il sacco durale medialmente e le strutture ossee vertebrali lateralmente.”
    Siccome ancora non ho avuto possibilità di parlare con il mio neurochirurgico, non voglio stare a preoccuparmi 24h su 24 perché non capisco il referto, mi può spiegare cosa dice e cosa c’è che non è andato bene nel intervento??

  • L ortopedico mi ha detto :riposo,Ghiaccio, efferalgan .mi ha detto k la prognosi è di 20 giorni e che dp tale periodo posso rilrendere cn lo sport. Inoltre ha detto che posso camminare. Mi posso fidare?

  • Domande :.Le protrusioni lombo sacrali l4 l5 e l5 s1 saranno peggiorate con la frattura del sacro e della 1 vertebra coccigea?? Sesso …posso farlo?. Dv usare il busto?che posizioni dv mantenere da sdraiata e seduta. Posso camminare? Potro riprendere con la danza e il nuoto una volta che la frattura sana?la prognosi è davvero di 20 giorni? Qualee trattamento mi consiglia. dv usare la ciambella o il busto. Guarira la frattura e le protrusioni.che conseguenze avra tutto cio sul nervo sciatico che conseguenza pox esserci? Per fAvore dottore risponda..

  • Ci puo’ essere un collegamento tra ansia,attacchi di panico in relazione ad esercizi fatti in palestra???

  • L’allenamento in palestra per una persona che ha problemi alla colonna vertebrale puo’ provocare in seguito a delle pressioni sulla schiena,ansia e attacchi di panico?

  • Buon giorno
    La mia figlia a tre anni e sono andata a fare dei raggi ai polmoni per un tose che persiste..non aveva nulla però hanno visto delle multiple malformazioni osse. .vi scrivo tutto forze mi aiutate a capire..Sintosi tra i corpi vertebrali dei primi metameri dorsali e non risultano sicuramente riconoscibili alcuni peduncoli vertebrali prossimali a sinistra ed i corrispettivi archi costali posteriori .Aspetto a spatola e terminazione bifida della prima costola biletarelmente. FUSIONE DEL ARCO MEDIO DELLA VIII E IX COSTA DESTRA..per piacere qualcuno mi può spiegare cosa significa tutto questo ??? Cosa si pio fare???

  • Buongiorno,da tempo avverto dolori alle vertebre dorsali all altezza delle scapole,talvolta sembra avere il fuoco dentro, un forte bruciore sempre all’altezza delle stesse cn conseguente difficoltà rspiratoria oppressione e stanchezza come in questo momento. Ho notato che questo dolore/brucioe alle vertebre dorsali è concomitante alla tachicardia e mi assale ogni qualvolta provo una forte emozione intesa come: brutte notizie,preoccupazioni improvvise,collera. In passato ho avuto episodi di tachicardia dovuti a ipertiroidismo curato per circa 7 mesi cn 0.5mg di tapazole al g, smesso poi dopo aver accertato che i parametri tiroidei erano ritornati nella norma.Questo dolore è alquanto invalidante in quanto nn mi permette quando mi assale una vita normale ne poter lavorare. Sono stata ricoverata al Mater Day di Malta dove al momento vivo per 11 gg alcuni mesi fa, mi hanno rivoltato come un calzino, analisi,ecc,ecg(pensavano si trattasse d inizio d infarto in quanto il cuore andava all impazzata e il dolore alle vertebre era forte)indagini strumentali di ogni………LEI E’ SANA COME UN PESCE…….NN ABBIAMO TROVATO NULLA CHE NON ANDASSE….SARA’ STRESS !!!Questa la diagnosi . Intanto questo dolore insiste e persiste e la domanda è ??? Perchè avverto questo bruciore e dolore all’arrivo di una cattiva notizia e anche ormai in assenza di tahicardia ??? E’coinvolto il cuore ? Potrebbe trattarsi di stenosi vertebrale ? Grazie

  • Buona sera dottore io ho una cervicale acuta e ho dolori ai gomiti e ho sempre mal di schiena cosa devo fare? Grazie

  • Ottimo articolo dottore !
    Devo dirgli la verità sono una persona che soffre tantissimo di mal di schiena dovuto soprattutto a problemi di postura, vita sedentaria e eccessive ore in ufficio davanti al PC …
    Volevo sapere però che cosa ne pensa lei della telemedicina e di tutto quello che comporta senza rischiare di cadere in un dibattito che non centri con la discussione iniziale.
    Io ultimamente sto provando con consiglio dal medico e mi trovo molto bene le lascio il link a voi tutti cosi da sapere che cosa ne pensate.
    https://itunes.apple.com/it/app/consiglio-dal-medico/id718149616?mt=8

  • buonasera,
    ho un carcinoma mammario con metastasi ossee localizzata alla L2 e ho già fatta da poco la radioterapia.
    da qualche giorno mi sdraio e mi viene un dolore acuto e immobilizzante appena sopra le natiche. Sembra quasi una lombalgia. Sa darmi maggiori chiarimenti? potrebbe essere collegata alla radioterapia, ha rimedi?
    grazie a presto

  • Mi chiamo Fernanda 5 anni fa ‘sono stata sootosta a intervento di stabilii azione vErtebrale . Mi hanno messo 8 viti , e le 2 staffe , ho portato per 6 mesi il c35 Poi per. 4 mesi un bustino elasticizzato , 3 mesi di fisioterapia . Poi nuoto fino a oggi . I dolori che ho alla schiena non lo auguro a nessuno . Se cammino non posso ,perché dal dolore mi. Piegò in 2 ,le gambe non mi lasciano riposare , dal dolore .Ho fatto tante lastre ,il chirurgo mi dice : tutto a posto . Ho. Pensato di farla finita..ma possibile che nel 2024 si debba morire di dolore . Sono allergica a gli oppiacei non posso prendere la morfina .coda devo fare ????farla finita grazie

  • Buonasera, ho 48 anni e da alcuni anni soffro di dolore al tratto lombare, premetto che sono abbastanza attiva, pratico yoga, quando posso vado in piscina e a camminare, una volta correvo ma dopo una corsa in montagna il male si è accentuato e ho smesso. I medici dicevano sempre che erano contrazioni e così ho frequentato un corso di back school e altro senza successo, finché ho chiesto al medico di farmi una risonanza che mi ha diagnosticato un disco consumato tra la L5 e la S1, una protusione e la disidratazione dei due dischi superiori. Dopo ulteriori visite e terapie inutili, il dolore ha continuato a manifestarsi, ad esempio quando tossisco o starnutisco o quando mi giro di notte, o durante il giorno. Così ho iniziato a fare esercizi di allungamento, e di potenziamento per la muscolatura della schiena e dell’addome, utilizzando un bustino al bisogno. Ho iniziato a stare meglio, ma il fisiatra che mi ha visto l’ultima volta ha detto che dovrei operarmi. Io sono contraria e vorrei migliorare il mio stile di vita per stare bene e non ricorrere all’intervento almeno finché ce la faccio. Secondo lei visto che ho iniziato a sentirmi bene, è possibile che ci sia un miglioramento della situazione e che io possa tornare ad una vita normale senza ricorrere all’intervento?
    Grazie Elisabetta

  • buon giorno ,soffro di ernia del disco totalmente espulsa e secondo il mio neurochirurgo chirurgicamente scomoda. ho 51 anni e lavoro presso una grande Azienda da 28 anni , convivo con il dolore alla gamba sinistra da tre anni, mi sono abituato, per evitare i classici crampi notturni prendo integratori di magnesio e faccio tutti i giorni gli esercizi che mi ha insegnato il Fisiatra. Nonostante zoppichi ho sempre lavorato tranquillamente non ho mai informato il medico competente di questo mio problema, ma ora mi hanno cambiato di reparto e soprattutto mi chiedono di fare turni di lavoro notturni. Ho paura che tutto ciò possa far precipitare la mia condizione di salute che faticosamente ho tenuto fino ad oggi in equilibrio.
    in base alla mia patologia posso chiedere l’esonero dall’effettuare questo regime di turnistica?
    grazie

  • Buongiorno Dottore,vorrei sapere la differenza tra avvallamento e schiacciamento, poiché sulla polizza infortuni è nominato lo schiacciamento e sul referto l’avvallamento. Il medico mi ha detto che è la stessa cosa in quanto entrambi sono post-traumatici e l’avvallamento rientra come schiacciamento. E’ vero? Grazie

  • Salve sono una donna di 36 anni , dopo una radiografia dorsale mi hanno riscontrato iniziali segni di spondilosi e presenza di un’ernia di schmorl ai metameri dorsali inferiori, il dolore persiste da un mese vorrei sapere se si possono effettuare sedute fisioterapiche e di che natura , per far alleviare questo dolore insopportabile . Grazie

  • Salve soffro da anni di artrosi alla colonna 3 vertebre lombari schiacciate convivo con punture oppiacei cortisone , non c’è la faccio più vorrei far tante cose ma fisicamente non riesco mi sento un invalida nel vero senso, ogni volta che sto male credo sempre di peggiorare in sintesi la mia vita è uno schifo il mio medico mi prescrive farmaci ma il dolore si attenua al momento spero che qualcuno mi aiuti a volte penso anche al suicidio ho 52 anni e mi sento una 80 e. Se qualcuno possa indirizzarmi qualche centro ma ho anche una situazione economica poco Buona x non riesco a lavorare

  • Buona sera
    Mi saprebe dire per una persona che non ha l’assicurazione quanto verrebbe a costerebbe un intervento alla colonna vertebrale “ernie di Schmorl?
    Grazie

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