Salute|12 aprile 2014 10:37

Riniti, quelle fastidiose allergie del naso

La rinite (da rhis, naso, + itis, infiammazione) è un processo infiammatorio a carico della mucosa che riveste la parte interna del naso, indice di un’alterazione temporanea o cronica.

Come la sinusite, anche la rinite può essere acuta o cronica. Nella forma acuta l’infiammazione della mucosa nasale è molto intensa, ma di breve durata (4-5 giorni); nella forma cronica, invece, i sintomi si manifestano quasi quotidianamente perché le cause che l’hanno generata sono secondarie e conseguenti ad altre patologie che colpiscono il setto nasale.

La rinite può avere origine infettiva e non infettiva. La rinite infettiva, che solitamente colpisce in forma acuta, può essere favorita da alterazioni della mucosa nasale indotte da fumo, inquinamento, allergie e infezioni pregresse. Si presenta con secrezioni spesso purulenti e raramente con starnuti e prurito nasale. L’infezione può in certi casi estendersi ai seni paranasali, mascellari e frontali, all’orecchio e all’apparato broncopolmonare.

La rinite non infettiva, invece, è caratterizzata da una sensazione di ostruzione nasale, prurito, starnuti e secrezione acquosa ed è generalmente collegata a una certa predisposizione familiare e spesso associata a una condizione di allergia.

La riniti allergica è scatenata da un allergene ed è una condizione patologica relativa all’intero organismo. Essa è causata dalla produzione di sostanze, mediatori biochimici, in risposta a specifici antigeni non tollerati dal’organismo. La rinite allergica, che sembra essere favorita dal progressivo inquinamento ambientale il quale danneggia le mucose nasali, spesso precede la comparsa dell’asma bronchiale. Il processo infiammatorio della mucosa nasale è dunque scatenato dall’inalazione di sostanze allergeniche sospese nell’aria, quali pollini, polveri, muffe. Ai sintomi della rinite non infettiva, in questo caso, si associano diminuita capacità dell’olfatto, riduzione dell’udito, cefalea, prurito del palato.
La rinite allergica può essere stagionale (detta anche raffreddore da fieno) o perenne. Nel primo caso si hanno manifestazioni soltanto in particolari periodi dell’anno e viene provocata da pollini e muffe tipici delle diverse stagioni, nell’altro caso la sintomatologia è sempre presente perchè scatenata dai cosiddetti allergeni domestici, quali acari, insetti, polveri, peli di cane o gatto, piume, ecc.
Tipico della rinite allergica è il profilo evolutivo, con periodi di remissione e riacutizzazioni che tendono a seguire i cicli stagionali. Con il passare degli anni sono possibili mutamenti per quanto riguarda la gravità dei disturbi e il numero di sostanze alle quali si è allergici.

La rinite vasomotoria, che comprende la rinopatia vasomotoria o vasomotorica o  iperreattività nasale aspecifica, è un tipo di rinite non allergica che si manifesta con un’infiammazione cronica delle mucose del naso e che provoca un’ostruzione delle fosse nasali con difficoltà respiratorie. Tale forma di rinite è caratterizzata da una iperreattività a stimoli di vario tipo (caldo, freddo, fumo, umidità ecc.). Le cause possono essere varie generalmente sono da ricercarsi in un problema di squilibrio a livello del sistema neurovegetativo.

La rinite atrofica o altrimenti detta ozena, è invece una malattia cronica che interessa le cavità nasali e consiste in un’atrofia della mucosa e dello scheletro delle cavità nasali, associata alla formazione di croste verdastre maleodoranti. Si tratta di un disturbo a carattere familiare, correlato con infezioni croniche e disfunzioni endocrine complesse. Anche l’impiego indiscriminato di farmaci per uso locale ad azione vasocostrittrice può far degenerare la rinite in forma cronica atrofica.

Leggi il parere dell’otorinolaringoiatra

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